Nucleare iraniano: l’Unione europea vota nuove sanzioni, più dure di quelle dell’Onu

Pubblicato il 17 Giugno 2010 17:15 | Ultimo aggiornamento: 17 Giugno 2010 19:45

Mahmoud Ahmadinejad

L’Unione europea imporrà all’Iran sanzioni ancora più dure di quelle approvate la scorsa settimana dal Consiglio di sicurezza dell’Onu, per indurre Teheran a rinunciare al suo programma di arricchimento dell’uranio e ad accettare più cooperazione e più trasparenza per il suo programma nucleare civile.

I leader della Ue, riuniti oggi a Bruxelles, si sono trovati d’accordo per una serie di misure supplementari che colpiranno anche le attività di raffinazione del petrolio, per le quali l’Iran dipende molto dalla tecnologia dell’Occidente.

“Il consiglio europeo si rammarica profondamente che l’Iran non abbia sfruttato molte opportunità che gli sono state offerte per eliminare le preoccupazioni della comunità internazionale sulla natura del programma nucleare iraniano”, affermano i capi di Stato e di governo della Ue. “Considerate queste circostanze, nuove misure restrittive sono diventate inevitabili”, precisano.

La decisione europea di procedere a sanzioni unilaterali – così come fatto dagli Usa – ha provocato l’irritazione della Russia che ha espresso la sua “delusione”.

In base al documento approvato dai 27, la Ue imporrà misure sanzionatorie nel settore del commercio, bancario, delle assicurazioni e dei trasporti, incluso il traffico marittimo e gli aerei cargo. In particolare, sarà sanzionata la compagnia iraniana di trasporto marittimo IRISL e sarà allungata la lista delle personalità iraniane alle quali sarà vietato l’ingresso nei paesi europei.

Ma le restrizioni colpiranno anche altri settori chiave come quello del gas e del petrolio con il divieto di nuovi investimenti, assistenza tecnica e trasferimento di tecnologie, equipaggiamenti e servizi, in particolar modo legati alla raffinazione, liquefazione e gas naturale liquefatto.

Le misure – che saranno dettagliate dai ministri degli esteri in luglio – dovrebbero suscitare una maggiore pressione finanziaria sull’Iran che è il quinto esportatore mondiale di greggio. La mossa della Ue è mirata a porre pressioni sull’Iran perché torni al tavolo dei negoziati sul suo programma nucleare.

“Manteniamo il doppio approccio: sanzioni e dialogo”, ha detto l’Alto rappresentante della politica estera della Ue Catherine Ashton. Lunedì scorso, la Ashton ha inviato una lettera al negoziatore iraniano Said Jalili per invitarlo a discutere “della questione delle armi nucleari”.