Iran, l’opposizione protesta contro le contestazioni a Hassan Khomeini

Pubblicato il 6 Giugno 2010 13:03 | Ultimo aggiornamento: 6 Giugno 2010 14:48

Seyed Hassan Khomeini

Dopo 48 ore di riflessione, favorite dal fatto che ieri in Iran era una giornata festiva, politici e religiosi vicini all’opposizione riformista hanno reagito con durezza alla contestazione di fondamentalisti contro Seyed Hassan Khomeini, nipote dell’ayatollah Ruhollah Khomeini, avvenuta venerdì 4 giugno nel mausoleo del fondatore della Repubblica islamica.

L’episodio “non sarebbe potuto accadere senza un previo consenso e organizzazione” da parte delle autorità, ha affermato dal suo sito, Kaleme, il leader dell’opposizione, Mir Hossein Mussavi, a cui in passato Seyed Hassan Khomeini ha espresso vicinanza.

Seyed Hassan Khomeini è stato costretto al silenzio mentre parlava nel mausoleo del nonno, di cui ha la custodia, in occasione del ventunesimo anniversario della morte.

Prima di lui ha tenuto un discorso il presidente Mahmoud Ahmadinejad e dopo la Guida suprema, ayatollah Ali Khamenei.

Anche il grande ayatollah Yussef Sanei, importante figura religiosa vicina all’opposizione, ha parlato di un episodio “ordinato” da “coloro che sono troppo deboli per rimuovere i problemi sociali, economici, politici e internazionali del Paese”.

Ma la contestazione non è piaciuta nemmeno ad alcuni fondamentalisti. Il deputato Ali Motahari, figura di primo piano dei conservatori e figlio di un ayatollah che fu tra i leader della rivoluzione, ha puntato il dito direttamente contro Ahmadinejad. “E’ stato un episodio pianificato in cui il presidente ha avuto un ruolo importante”, ha affermato il parlamentare, citato dal sito Tabnak.