Iran/ Si infiamma la campagna elettorale per le presidenziali, il candidato riformista Moussavi dato in vantaggio da un sondaggio

Pubblicato il 8 giugno 2009 13:37 | Ultimo aggiornamento: 8 giugno 2009 15:28

Le elezioni presidenziali in Iran sono vicine, si svolgeranno il 12 giugno, e la campagna elettorale si è infiammata come mai prima con accuse e controaccuse sempre più pesanti tra i principali concorrenti, a quanto scrive il New York Times.

Zhara Ranhavard, la moglie di Hussein Moussavi, il principale avversario del presidente uscente Mahmoud Ahmadinejad, ha minacciato di portarlo in tribunale con l’accusa di averla diffamata. E ogni notte parti della capitale, Teheran, si trasformano in baccanali di urla e clacson, con migliaia di giovani che ballano o si azzuffano nelle strade.

Secondo gli osservatori ciò sarebbe dovuto a quella che viene percepita come una rimonta della campagna del candidato riformista Moussavi, che negli ultimi giorni ha attirato decine di migliaia di sostenitori ai suoi comizi. Le speranze di cambiamento sono state alimentate da un sondaggio non ufficiale secondo cui gli elettori gli assegnerebbero il 54 per cento dei voti, contro il 39 per cento di Ahmadinejad.

Il presidente uscente ha accusato la moglie di Moussavi, una docente di scienze politiche impegnata a fondo nella campagna elettorale accanto al marito, di aver in pratica truffato per ottenere la sua laurea universitaria. Molti iraniani progressisti hanno interpretato le accuse di Ahmadinejad come un attacco al ruolo politico delle donne in Iran.

Moussavi, dal canto suo, ha accusato il presidente uscente di condurre una politica estera basata su ”avventurismo, illusionismo, esibizionismo, estremismo e superficialità”.

Sabato scorso, durante una manifestazione per Moussavi in uno stadio presso Teheran, migliaia di giovani donne hanno urlato slogan contro Ahmadinejad. ”E’ un pazzo e un idiota”, ha dichiarato al Times Maryam Massoumi, una consulente legale di 27 anni,”perchè sta traformando questo Paese in un posto da cui tutti vogliono andarsene”.