Iran/ Tutti i brogli elettorali sul sito di Mousavi. Il candidato sconfitto pubblica un dossier di 25 pagine contro le irregolarità del voto

Pubblicato il 5 Luglio 2009 17:51 | Ultimo aggiornamento: 5 Luglio 2009 17:51

Prima o poi avrebbero dovuto attaccarlo frontalmente: il regime di Teheran si è vendicato tramite la stampa, tacciandolo di essere una spia americana, ma Hossein Mousavi ha replicato con un dossier di 25 pagine pubblicato sul suo sito.

Il candidato sconfitto alle presidenziali iraniane dello scorso giugno non si dà per vinto e su Qalam News elenca tutte le strategie di broglio usate da Ahmadinejad e i suoi. 

Il presidente si sarebbe servito delle cosiddette “azioni della giustizia”, cioè di fondi statali elargiti alle persone più bisognose, per accaparrarsi elettori. 

La trasparenza e la correttezza mancano, secondo i moderati di Mousavi, a chi ha in pugno la Repubblica islamica: sia il Ministero dell’Interno che il Consiglio dei Guardiani avrebbero sostenuto senza troppi sotterfugi l’elezione del presidente. Chi avrebbe dovuto monitorare le procedure avrebbe assunto il ruolo di burattinaio di una farsa: Mousavi non ha riconosciuto valido e regolare nemmeno il riconteggio del 10 per cento dei voti, concesso dal Consiglio dei Guardiani.

Erano state stampate 14 milioni di schede in più rispetto al numero di elettori, la maggior parte di esse non aveva un numero di serie. Militari e poliziotti hanno fatto da guardia ai seggi. Questi sono solo alcuni dei misteri insoluti di un’elezione di regime.