Iran, Venezuela e Nicaragua: rivoluzioni che invocano Dio

Pubblicato il 11 Gennaio 2012 0:10 | Ultimo aggiornamento: 10 Gennaio 2012 22:34

MANAGUA, 10 GEN – Non solo l'affinita' elettiva per le rispettive rivoluzioni, ma anche le invocazioni a Dio sembrano accumunare i governi di Venezuela, Iran e Nicaragua.

Ieri, a Caracas, il presidente Hugo Chavez che, dopo le varie chemio con le quali ha superato il cancro, ha incrementato come non mai il suo fervore religioso, nella conferenza stampa con il collega Mahmoud Ahmadinejad ha esternato: ''Sappiamo tutti che uno degli obiettivi che ha l'impero yankee da molto tempo e' l'Iran. Per questo tutti i giorni prego Dio per la pace e la liberta' in Iran e per il suo governo legittimo''. Poco dopo, l'iraniano ha a sua volta affermato: ''Con il favore di Dio i due popoli di Venezuela e Iran permarranno per sempre uniti e nessun fattore riuscira' a dividerli''.

Anche a Managua, la religiosita' e' all'ordine del giorno alla luce del sentito cattolicesimo della maggioranza della popolazione (e' stato uno degli assi portanti del trionfo elettorale di Daniel Ortega), tanto che la first lady Rosario Murillo, l'altro ieri, in riferimento all'insediamento del marito, ha assicurato: 'Tutti i giorni quando mi alzo ringrazio Dio e la Vergine e mi impegno ad essere migliore, affinche' amore e solidarieta' regnino nelle nostre famiglie. E perche' tutti insieme si possa mettere pietra su pietra, affinche' il Nicaragua costruisca un edificio di fraternita', cristianesimo e socialismo''.

Per non essere da meno, oggi, Ahmadinejad, appena messo piede all'aeroporto di Managua, ha sostenuto: ''Prego Dio affinche' acceleri la riapparizione del Salvatore dell'umanita'. Signore, permetteci di incontrare di nuovo i tuoi fedeli fino ad arrivare al ristabilimento della pace e della giustizia. Grazie Dio per darmi l'opportunita' di visitare un'altra volta questa terra di rivoluzione''.