Iraq. Grande confusione sul ritiro, americani e iracheni non sono d’accordo

Pubblicato il 12 agosto 2010 11:23 | Ultimo aggiornamento: 12 agosto 2010 11:23

Bagdad sotto tiro

Il presidente Barack Obama è fiducioso che che gli Stati Uniti possono por termine senza incidenti al loro ruolo bellico in Iraq alla fine del mese e ritirare tutti i 64 mila soldati americani dal Paese alla fine del 2001, a quanto hanno dichiarato funzionari della Casa Bianca. Ma su queste scadenze sembra regnare grande confusione,

Mentre Obama parlava dei suoi programmi, il capo dell’esercito iracheno, Babaker Zebari, ha fatto cadere una doccia fredda sulla Casa Bianca affermando che L’Iraq non è pronto al ritiro degli Usa nel 2011, perché l’addestramento del suo esercito sarà completato solo nel 2020.

”Per adesso l’inizio del ritiro Usa non sarà un problema, ma le cose cambieranno a partire dal 2011 perché la formazione del nostro esercito non sarà completata che nel 2020”, ha detto Zebari.

Per Zebari, gli Usa dovrebbero restare fino al 2020: ”Se i politici me lo chiedessero, direi loro che gli americani devono restare fino a quando l’esercito dell’Iraq non sarà pronto, cioè nel 2020”, ha concluso.

Obama ha incontato il segretario di stato Hillary Clinton, il ministro della difesa Robet Gates, il consigliere per la sicurezza nazionale James Jones ed ha parlato per video conferenza con il generale Ray Odierno comandante delletruppe Usa in Iraq, prima di enunciare le sue scadenze.

”Il presidente ha ascoltato direttamente il geneale Odierno secondo il quale saremo pronti al ritiro alla fine di agosto. Da quando Obama è diventato presidente abbiamo già ritirato 80 mila soldati”, ha dichiarato l’addetto stampa della Casa Bianca Robert Gibbs.

Gibbs ed altri funzionari hanno che detto che con l’avvicinarsi del 31 agosto ci sarà un aumento della violenza, dovuto all’inizio del Ramadam, a tentativi di varie fazioni di complicare ulteriormente gli sforzi diretti a formare un governo di coalizione, e ad inizitive di gruppi di insortti che cercheranno di dare l’impressione che sono loro a cacciare gli Stati Uniti da Paese.

Un attacco ben più violento di quello del generale Zebari è giunto da Tariq Aziz, il più leale alleato di Saddam Hussein. In una recente intervista al Guardian, Aziz ha accusato il presidente Obama ad accingersi a ”lasciare l’Iraq ai lupi” perseverando con il ritiro delle truppe da combattimento mentre nel Paese aumentano l’instabilità e la violenza.