Iraq: i soldati italiani lasciano la base Usa a Baghdad. Il parlamentare sciita: “Loro possono restare”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 Gennaio 2020 13:28 | Ultimo aggiornamento: 7 Gennaio 2020 13:28
Iraq: i soldati italiani lasciano la base Usa a Baghdad. Il parlamentare sciita: "Loro possono restare"

Il contingente italiano in Iraq (archivio Ansa)

ROMA – “Nessuna ipotesi di ritiro dei militari italiani dall’Iraq”. Lo precisa il ministero della Difesa. Precisazione importante dopo la perentoria ingiunzione del Parlamento di Baghdad che ha votato l’espulsione delle forze americane ancora presenti sul territorio. E precisazione doverosa dopo la notizia del trasferimento di un contingente significativo di soldati italiani. Non si avviano a rientrare, continueranno anzi a formare esercito e polizia locali. Il loro trasferimento si limita a uno spostamento tattico in una zona più sicura. Ma la situazione resta fluida e aperta a ogni scenario, specie per l’annunciata vendetta dell’Iran che oggi seppellisce il carismatico generale Soleimani.

I soldati italiani lasciano la base Usa di Baghdad

I soldati italiani hanno lasciato, nel corso della notte, la base americana a Baghdad, da due giorni sotto il tiro dei mortai. Lo scrive stamani il quotidiano La Stampa, secondo cui il trasferimento dal compound “Union 3” ha riguardato tutti gli uomini italiani impegnati nell’operazione di addestramento delle forze di sicurezza irachene – un cinquantina di carabinieri – ed è stato deciso dallo Stato maggiore della Difesa in accordo con i vertici della Nato. I soldati, che partecipano alla “Nato Mission Iraq”, non sono stati riportati in Italia, riferisce ancora il giornale torinese, ma sono stati trasferiti in “un un’altra zona, sicura e non lontana”.

Il parlamentare sciita: “Gli italiani possono restare”

Il contingente italiano “può restare in Iraq col compito di addestrare i quadri dell’esercito e della polizia irachena”. Lo dichiara in un’intervista al Corriere della Sera Ahmad al Assadi, deputato del Parlamento di Baghdad per la coalizione di partiti sciiti Al Fatah vicini alle milizie legate a Teheran. “Conta quasi mille soldati, è il secondo in termini numerici degli oltre settanta contingenti che forma la coalizione internazionale, tanto per importante per aiutarci a combattere i terroristi di Isis negli ultimi anni”, spiega. “Più numerosi di loro sono solo gli americani” aggiunge “ma con gli italiani in linea di massima potrebbero restare tutti gli europei e altri”. Per il deputato sciita, “l’importante è che se ne vadano subito gli americani”. (fonti Agi, Ansa, La Stampa)