Iraq. Times: “Gli Usa preparano i bagagli, lasceranno tonnellate di rifiuti tossici”

Pubblicato il 14 Giugno 2010 18:00 | Ultimo aggiornamento: 14 Giugno 2010 18:18

Stephen Lanza

Tonnellate di rifiuti tossici abbandonati alla bell’e meglio. E’ la pesante eredità che le truppe americane potrebbero lasciare all’Iraq dopo oltre sette anni di presenza sul suo territorio. A denunciare le responsabilità dei soldati Usa è il quotidiano britannico “Times”, che grazie a un’inchiesta condotta sul campo ha raccolto diverse prove – anche fotografiche – e le ha mostrate ai vertici militari di stanza a Baghdad.

“Ci troviamo davanti a una faccenda molto seria”, ha commentato Stephen Lanza, portavoce delle truppe americane in Iraq. “Ora metteremo in piedi un sistema (per gestire il problema)”. Stando a quanto scoperto dal giornale, in cinque province irachene materiali di scarto sono stati abbandonati dai soldati e stanno contaminando i territorio.

A nord e a ovest di Baghdad, ad esempio, dell’olio da motore sta fuoriuscendo da barili, lattine di acido sono a portata di mano dei bambini e batterie elettriche si trovano vicino a campi irrigati. Difficile stabilire quale sia l’entità della contaminazione. Un documento del Pentagono datato 2009 – mostrato al Times da un subappaltatore – parla di “5mila tonnellate di materiali tossico-nocivi prodotti dalle truppe americane”.

Stima che rischia di essere molto parziale. Kendall Cox, responsabile dei genieri, ha infatti confermato al Times di aver avviato le procedure per smaltire 14.500 tonnellate di petrolio e terreno contaminato dal petrolio. Alcuni cittadini iracheni che sono entrati in contatto con i materiali di scarto hanno comunque denunciato problemi fisici come irritazioni, eritemi, gonfiori, attacchi di tosse. Nelle aree dove sono state rinvenute le discariche clandestine si possono poi osservare molti cadaveri di ratti.

Abu Saif, commerciante in rottami di Falluja che gestisce parte del surplus dei militari USA, ha mostrato ai reporter britannici mai e piedi cosparsi di vesciche. “Mi sono venute – ha raccontato – quando ho avuto a che fare con quelli che dovevano essere solo parti metalliche. Il medico mi ha detto che sono gli effetti di sostanze chimiche pericolose”. A quanto pare le compagnie di riciclaggio private dislocate all’interno delle basi americane avrebbero mischiato sostanze tossiche con rifiuti ordinari e ‘passato’ il materiale a imprese locali. “Quando riceviamo questa roba è ormai troppo tardi”, precisa Saif.

Il momento è d’altra parte delicato. La maggior parte dei soldati Usa lascerà l’Iraq quest’anno e centinaia di basi verranno chiuse. Le procedure interne al Pentagono prevedono il regolare smaltimento dei rifiuti tossici previo rimpatrio o trattamento industriale presso stabilimenti costruiti a nord e a occidente del Paese. “Può darsi – ha detto ancora Lanza – che certe cose siano state raccolto in modo improprio. Manderemo degli ispettori nelle discariche per vedere che sia tutto a posto”. Anche Nirmeen Othman, ministro dell’Ambiente iracheno, aprirà ora un’indagine.

Qahtan Khalaf, proprietario dell’al-Shefar Group, aizenda di Tikrit che smaltisce i rifiuti militari USA dal 2003, ha però spezzato una lancia in favore degli americani. “Loro – ha detto – dividono il materiale pericoloso da quello ordinario in modo corretto. Poi però lo passano a società del Kuwait o del Libano che li mischiano di nuovo e lo girano ad aziende irachene”.