Isis, prossimo obiettivo Israele. L’annuncio nel Giorno della Memoria

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 Gennaio 2020 12:30 | Ultimo aggiornamento: 28 Gennaio 2020 12:30
Isis, prossimo obiettivo sarà davvero Israele. L'annuncio di al Quraishi nel Giorno della Memoria

Isis Israele, prossimo obiettivo Gerusalemme? Annuncio Giorno Memoria (Nella foto Ansa, una veduta di Gerusalemme)

ROMA – L’Isis annuncia il prossimo obiettivo del suo odio: Israele. Il portavoce del sedicente Stato Islamico, Abu Hamza al-Quraishi, in un nuovo audio di 37 minuti (il secondo dopo la morte di al Baghdadi), ha dichiarato che il nuovo leader dell’organizzazione, il Califfo Abu Ibrahim, incoraggia i suoi combattenti a colpire gli ebrei: “Il nostro sguardo resta su Gerusalemme, nei prossimi giorni soffrirete, siamo arrivati per voi”, recita il l’audio.

L’Isis si rivolge a tutti i propri sostenitori, ovunque si trovino, e in particolare “ai soldati in Sinai e Siria: sotto di voi ci sono insediamenti e mercati degli ebrei. Che siano i motivi per testare le vostre armi chimiche, le altre e i missili”.

Non è la prima volta che l’Isis alza il tiro contro Israele: nel 2015, Baghdadi in un audio promise che la Palestina sarebbe stata “il cimitero” dello Stato ebraico. Negli anni successivi si sono contate decine di tentativi di infiltrazione da parte di cellule terroristiche, soprattutto attraverso il Golan. E due anni fa lo Stato islamico in Sinai rivendicato anche il lancio di razzi contro Israele.

Secondo alcuni esperti, non è casuale che il messaggio sia stato pubblicato proprio nel Giorno della Memoria e nelle ore in cui l’amministrazione Trump si appresta e rendere nota la parte politica del piano di pace per il Medio Oriente.

Nel messaggio, l’Isis deride proprio Donald Trump, “che come i suoi predecessori Bush e Obama, ha annunciato la vittoria senza successo, gli Usa dovrebbero essere imbarazzati perché da 15 anni annunciano falsamente la sconfitta dei mujaheddin”.

La gran parte del discorso del portavoce dell’Isis è tuttavia rivolta all’Iraq. Lo Stato islamico “è ancora forte” nonostante la costante pressione militare. L’indice è puntato contro il governo, l’esercito e le milizie che “non sono in grado di imporre la propria autorità e porre fine alla presenza straniera nel Paese”, come dimostra “l’uccisione di Qasem Soleimani” e la mancata “espulsione delle truppe Usa”.

L’Isis, conclude il portavoce, “è ora operativo in Iraq, Siria, Yemen, Egitto, Libia, Somalia, Afghanistan, Pakistan, India, Nord Caucaso, Africa centrale e occidentale, Tunisia e Algeria. Attaccate tutti i nostri nemici”. (Fonte Ansa)