Israele, Australia riconosce Gerusalemme ovest capitale

di redazione Blitz
Pubblicato il 16 Dicembre 2018 6:35 | Ultimo aggiornamento: 15 Dicembre 2018 20:49
Israele, Australia riconosce Gerusalemme ovest capitale

Israele, Australia riconosce Gerusalemme ovest capitale (Foto Ansa)

TEL AVIV  –  L’Australia riconosce formalmente Gerusalemme ovest come capitale di Israele, anche se non vi trasferirà la sua ambasciata finché non vi sarà un accordo di pace. Una mossa che ha scatenato l‘ira dei palestinesi, che hanno definito il Paese “irresponsabile, e della Lega Araba.

Da parte di Israele c’è stato un cauto plauso: “Un passo nella giusta direzione” ha detto il ministero degli Esteri, retto dal premier Benyamin Netanyahu dopo le dimissioni di Avigdor Lieberman, ma si è riferito in particolare all’annuncio del primo ministro di Canberra, Scott Morrison, di aprire a Gerusalemme ovest un ufficio che si occupi di difesa e di commercio. “Il governo australiano – ha spiegato Morrison – ha deciso di riconoscere Gerusalemme ovest, sede della Knesset e di molte delle istituzioni governative, capitale di Israele”.

Alleata da sempre di Israele, l’Australia sembra aver scelto per ora una via di mezzo: non ha seguito fino il fondo la strada americana, che ha spostato la sua ambasciata in quella che per gli Usa è la capitale di Israele, ma ha avviato le prossime mosse pur ribadendo la sua adesione alla Soluzione dei 2 Stati come via per risolvere il conflitto.

Netanyahu, dopo aver sottolineato “il passo” di Canberra ha ringraziato il governo australiano “per la sua posizione riguardo le sanzioni all’Iran e anche quella sull’Onu e contro l’antisemitismo”. Tuttavia aleggia un certa delusione: “Siamo dispiaciuti per la decisione australiana – ha fatto filtrare ai media un alto esponente israeliano – Morrison si è fermato a metà strada. E’ sicuramente un passo nella giusta direzione, ma ci aspettavamo di più”.

Netta e senza appello la condanna palestinese. Del resto già lo scorso ottobre alle prime avvisaglie delle intenzioni di Canberra, 13 Paesi mediorientali e nordafricani riuniti d’urgenza per volontà del capo delegazione palestinese in Australia, Izzat Salah Abdulhadi, insorsero contro le indiscrezioni giunte dal governo conservatore di Morrison.

La Lega Araba ha fatto sentire subito la sua voce dal Cairo: il riconoscimento – ha denunciato – incoraggia Israele “a proseguire nella sua aggressione e arroganza” e costituisce “una grave violazione dello status giuridico internazionale di Gerusalemme”. Una “mossa irresponsabile” l’ha bollata il segretario generale dell’Olp Saeb Erekat. “Tutta Gerusalemme – ha spiegato – resta tema di negoziati, mentre la parte est, per la legge internazionale, è parte integrale del territorio palestinese occupato”. Il governo palestinese da Ramallah ha parlato di decisione “inaccettabile” e “sbagliata”, basata “su una lettura errata della realtà politica”.