Israele, dopo l’Argentina di Messi l’Eurovision? Il ministro: “O a Gerusalemme o non lo ospiteremo”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 giugno 2018 13:14 | Ultimo aggiornamento: 8 giugno 2018 13:14
Israele, dopo l'Argentina di Messi l'Eurovision? Il ministro: "O a Gerusalemme o non lo ospiteremo"

Israele, dopo l’Argentina di Messi l’Eurovision? Il ministro: “O a Gerusalemme o non lo ospiteremo”

ROMA – Il giorno dopo la cancellazione dell’Argentina dell’amichevole di calcio con Israele, il ministro dello sport e della cultura Miri Regev ha minacciato di ritirare lo stato ebraico come paese ospite del prossimo Eurovision Song Contest se la competizione non si svolgerà a Gerusalemme per “considerazioni politiche”. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] “Raccomanderò al governo – ha detto alla radio Regev, che i palestinesi considerano responsabile dello spostamento “politico” da Haifa a Gerusalemme della partita di calcio – che se la gara musicale non si svolgerà a Gerusalemme, allora sarà giusto non ospitarla”.

Il ministro ha spiegato che la gara “avrà un costo di 50 milioni di shekel (circa 12 milioni di euro) e ha lo scopo di lanciare sul mercato il Paese. Per questo dico a titolo personale che se l’Eurovisione non si terrà a Gerusalemme, non è giusto investire quella somma di fondi pubblici”. “Israele – ha concluso – ha una capitale che si chiama Gerusalemme e di questo non si deve vergognare”.

In passato Eurovision è già stato terreno di scontro fra arabi e israeliani. Nel 1978 la televisione giordana interruppe la diretta durante l’esibizione della concorrente israeliana. E quando è stato chiaro che avrebbe vinto sospese la messa in onda sostenendo che era arrivato primo il candidato del Belgio. Il Libano che voleva partecipare si è tirato indietro perché non riconosce lo Stato ebraico. Gli album di Eurovision, che oggi sono proibiti, fino al 2009 erano in vendita a Beirut con il nome di Israele cancellato. (Fausto Biloslavo, Il Giornale.it)