Israele: nuovi insediamenti a Gerusalemme est, schiaffo a Biden

Pubblicato il 10 Marzo 2010 0:06 | Ultimo aggiornamento: 10 Marzo 2010 0:07

Joe Biden arriva in Israele

Ancora 1.600 alloggi israeliani a Gerusalemme est ostacolano il processo di pace con i palestinesi. Mentre Israele si espande nell’area a maggioranza araba la cui annessione a Israele non è riconosciuta dalla comunità internazionale, torna un po’ di  tensione con la Casa Bianca.

L’annuncio da parte delle autorità di Tel Aviv è apparso anche uno schiaffo al vicepresidente Usa, Joe Biden, in visita a Gerusalemme. Il numero due di Obama, che è a Gerusalemme nel tentativo di rilanciare il processo di pace dopo l’annuncio di ieri del mediatore George Mitchell dell’avvio di una tornata di negoziati indiretti (proximity talks) dopo un anno e mezzo di gelo, stasera ha condannato con decisione la scelta di Israele: «Per la sostanza – ha detto Biden – e il momento scelto per l’annuncio, in particolare con il varo dei colloqui indiretti, è esattamente il tipo di atto che mina la fiducia di cui ora c’è bisogno».

L’iniziativa è stata resa pubblica dal ministero – affidato nel governo di Benyamin Netanyahu a uno dei leader della destra religiosa, Eli Yishai, del partito Shas – con uno scarno comunicato dai toni burocratici. Le 1.600 «unità abitative» – vi si legge – sono previste nell’insediamento ebraico ortodosso di Ramat Shlomo, lo stesso nel quale nel 2008 erano già state autorizzate 1.300 case, e il 30% sarà «riservato a giovani coppie». L’area – come hanno riconosciuto fonti ministeriali – è ben al di là della cosiddetta linea verde, ma è annessa al territorio municipale di Gerusalemme.

Per ora il permesso – rilasciato dalla commissione per la programmazione edilizia del dicastero – non risulta essere esecutivo, ma ha comunque già il placet del ministro Yishai.