Israele, Netanyahu a Kerry e Renzi: “Nessun ritiro dai confini del ’67”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 Dicembre 2014 20:24 | Ultimo aggiornamento: 14 Dicembre 2014 20:25
Israele, Netanyahu a Kerry e Renzi: "Nessun ritiro dai confini del '67"

Benjamin Netanyahu (Foto Lapresse)

TEL AVIV – Israele non accetterà di ritirarsi entro i confini del 1967. Il premier Benyamin Netanyahu ha anticipato domenica i paletti che metterà sul tavolo lunedì a Roma nei suoi incontri con il segretario di Stato americano, John Kerry, e con il premier italiano, Matteo Renzi. E si è detto sicuro che non passeranno le Risoluzioni presentate dai giordano-palestinesi e dalla Francia, che chiedono, seppur in modo diverso, al Consiglio di Sicurezza Onu di votare l’abbandono della Cisgiordania da parte dello stato ebraico entro il 2016.

”Dirò a Kerry e a Renzi che Israele respinge i tentativi di assalti diplomatici, attraverso decisioni dell’Onu, per costringerci ad un ritiro entro i confini del 1967 in due anni”, ha detto il premier israeliano nella riunione di governo a Gerusalemme.

E il motivo è, secondo Netanyahu, che un eventuale ritiro porterebbe “estremisti islamici nei sobborghi di Tel Aviv e nel cuore di Gerusalemme”. Il premier ha ribadito così uno dei pilastri della politica israeliana di fronte a quelli che ritiene essere ”atti unilaterali” palestinesi.

Al tempo stesso, Netanyahu ha inviato anche un messaggio ai parlamenti europei che sempre in maggior numero si esprimono con dichiarazioni e mozioni a favore del riconoscimento della Palestina come Stato, oggetto anche questo degli obiettivi diplomatici del presidente dell’Anp, Abu Mazen.

“Non permetteremo che questo avvenga”, ha tuonato Netanyahu riferendosi alla Risoluzione dell’Onu. “Lo respingeremo con forza”. A scanso di equivoci, Netanyahu ha poi spiegato che ricorderà a Kerry e a Renzi che ”Israele si erge come un’isola solitaria contro le onde di estremismo islamico che lambiscono l’intero Medio Oriente. Fino ad adesso abbiamo respinto questi attacchi”.