Israele: Noam Shalit candidato labour, replica alle critiche della destra

Pubblicato il 10 Gennaio 2012 12:32 | Ultimo aggiornamento: 10 Gennaio 2012 12:40

TEL AVIV – Nessun atto d'ingratitudine verso il premier Benyamin Netanyahu, ma una scelta politica meditata e coerente su cui ''gli elettori israeliani potranno giudicare'' a tempo debito. Cosi' Noam Shalit – padre di Ghilad, il soldato rilasciato ad ottobre in uno scambio di prigionieri fra Israele e Hamas dopo cinque anni di cattivita' – ha difeso oggi la decisione d'impegnarsi nella vita pubblica e candidarsi nella file dell'opposizione laburista (centro-sinistra) in vista delle prossime elezioni per il rinnovo della knesset (parlamento).

La sua discesa in campo – annunciata ieri dalla nuova leader del Partito laburista, Shelly Yachimovich, e poi confermata dall'interessato – ha conquistato oggi le prime pagine nel Paese. Ma e' stata contestata come una strumentalizzazione del sostegno ricevuto dalla maggioranza degli israeliani per la liberazione di suo figlio da alcune organizzazioni non governative e soprattutto da un'associazione di famiglie di vittime del terrorismo vicina alla galassia della destra nazionalista. Dalle file del Likud, il partito di destra che fa capo a Netanyahu, si e' levata inoltre l'accusa a papa' Shalit d'aver assestato ''uno schiaffo in piena faccia'' al premier e al suo governo, dopo che questi avevano accettato di mettere la firma sotto l'intesa – mediata dall'Egitto – per lo scambio fra Ghilad e 1.027 palestinesi detenuti nelle carceri israeliane.

Accuse che Noam Shalit ha subito respinto. ''Io – ha detto al Jerusalem Post – sono grato a Netanyahu per aver riportato Ghilad a casa e glielo ho ripetuto in numerose occasioni. Ma la mia candidatura non ha nulla a che fare con il ruolo avuto dal premier in quella vicenda e rispecchia invece una visione politica diversa da quella del Likud. Saranno gli elettori israeliani a giudicare alla fine se ho fatto bene o male''.

Iscritto al Labour da molti anni, Shalit senior ha spiegato ieri sera d'aver accettato l'offerta di Shelly Yachimovich – impegnata a cercare di risollevare il partito da una profonda crisi – dopo aver potuto apprezzare ''la bellezza e i valori della societa' israeliana'' durante la popolare campagna condotta senza risparmio per ottenere il rilascio del figlio. Ha quindi osservato di sentirsi in sintonia con ''i principi social-democratici'' e con ''la politica per la pace'' con i palestinesi indicati dalla piattaforma laburista.