Israele: Peres affida l’incarico a Netanyahu, Livni rifiuta coalizione

Pubblicato il 20 Febbraio 2009 15:31 | Ultimo aggiornamento: 2 Marzo 2009 16:43

Il presidente israeliano, Shimon Peres, ha affidato al leader del Likud, Benjamin Netanyahu, che l’ha accettato, l’incarico di formare il nuovo governo.

La decisione è stata annunciata dall’ufficio presidenziale dopo che la leader di Kadima, Tzipi Livni, aveva ribadito a Peres che non entrerà in un governo guidato dall’ex premier.

Nonostante la netta chiusura della Livni il leader del Likud ha offerto sia a lei sia a Ehud Barak (leader dei laburisti) di comporre assieme un governo allargato che affronti le «molteplici sfide che incombono su Israele».

Nel discorso di accettazione Netanyahu ha affermato che lo stato di Israele sta vivendo «un momento cruciale» a causa del moltiplicarsi delle minacce nei suoi confronti.

Ha menzionato in particolare la minaccia nucleare iraniana, il rafforzarsi di movimenti «terroristici» ai confini di Israele e la grande crisi economica mondiale.

«Da decine di anni non ci trovavamo in una condizione del genere» ha esclamato. «È giunto il momento di lavorare spalla a spalla» ha proseguito, «di procedere uniti per garantire il futuro dei nostri figli e dello stato di Israele».

Ai laburisti di Ehud Barak e ai centristi di Tzipi Livni Netanyahu ha dunque proposto di avviare subito contatti per la formazione di un governo allargato, prima ancora che il Likud ne discuta con le liste confessionali e di destra.

«Non sarò una pedina di un governo che è contro i nostri ideali», aveva affermato in precedenza il ministro degli Esteri, «le cose sono chiare, quello che sta nascendo è un governo senza visione, senza valori».

«Abbiamo bisogno di un governo fondato sulla soluzione di due Stati», ha insistito la Livni alludendo al processo di pace con i palestinesi.

Il leader del Likud avrà a disposizione sei settimane per formare l’esecutivo. Questa mattina Peres aveva ricevuto prima Netanyahu e poi la Livni per un ultimo tentativo di convincerli ad accordarsi per un governo di unità nazionale.