Israele spia Trump? Le insinuazioni del Fbi, la smentita di Netanyahu

di Caterina Galloni
Pubblicato il 14 Settembre 2019 5:54 | Ultimo aggiornamento: 13 Settembre 2019 14:06
Israele spia Donald Trump? Le insinuazioni del Fbi, la smentita di Netanyahu

Nella foto Ansa, Trump e Netanyahu

ROMA – Secondo il governo americano e l’Fbi, Israele negli ultimi due anni avrebbe spiato le telefonate del presidente Trump e dei suoi più stretti collaboratori con l’obbiettivo di ottenere informazioni.

La notizia è stata data a Politico da tre ex funzionari  statunistensi che avrebbero lavorato al caso dopo la scoperta degli apparecchi di intercettazione. Politico ha riferito che l’iPhone personale del presidente, utilizzato per amici e confidenti, non era adeguatamente protetto mentre il New York Times ha scritto che la Cina ascolta spesso le telefonate di Trump, un’accusa che il presidente ha immediatamente dichiarato falsa.

Il probabile obiettivo, dice il sito, era spiare Trump, come pure i suoi alti consiglieri ed alleati più stretti. Un compito reso piu’ agevole dal fatto che il presidente spesso non rispetta i rigidi protocolli di sicurezza, soprattutto quando chiama amici e confidenti, come il magnate dei casino’ Steve Wynn, l’anchorman di Fox Sean Hannity o il suo avvocato Rudi Giuliani.

Le apparecchiature scoperte, note informalmente come ‘StingRays’, simulano i ripetitori e ingannano i cellulari che così forniscono la loro localizzazione e le loro informazioni di identità. Questi strumenti possono catturare anche i contenuti delle telefonate e i loro dati. In base a dettagliate analisi forensi, l’Fbi ed altre agenzie sono convinti che siano stati 007 israeliani a piazzarle.

“E’ molto chiaro che Israele è responsabile”, ha commentato un ex agente secreto americano citato da Politico, mentre l’ufficio del premier Netanyahu ha definito le accuse una “clamorosa menzogna”, ricordando che il Paese ha un impegno di lunga data “a non fare alcuna operazione di intelligence negli Usa”.

Non è chiaro se lo scopo sia stato raggiunto ma resta il paradosso di uno spionaggio ai danni del leader americano storicamente più vicino a Israele, dopo lo spostamento dell’ ambasciata a Gerusalemme, il riconoscimento della citta’ santa come capitale, il ritiro dall’accordo sul nucleare iraniano e le sanzioni a Teheran.

Eppure non è un mistero per gli addetti ai lavori che ci si spia anche tra alleati: come emerso dallo scandalo del Datagate, il presidente Usa Barack Obama sapeva fin dal 2010 che la Nsa ascoltava le telefonate della cancelliera tedesca Angela Merkel.

Del resto Trump resta anche un leader imprevedibile, di cui è utile conoscere tutti gli umori. Soprattutto quando si tratta di Iran. Al G7 di Biarritz, Netanyhau si e’ precipitato a telefonargli per sventare un suo possibile incontro a sorpresa con Rohani.

Incontro che ora sembra più vicino, dopo che il magnate – secondo Bloomberg – ha discusso lunedì scorso alla Casa Bianca l’ipotesi di alleggerire le sanzioni a Teheran per aprire la strada al faccia a faccia, licenziando il consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton che si opponeva. Intanto per la sua sostituzione gira il nome del suo rivale, il segretario di Stato Mike Pompeo, che in questo caso manterrebbe due incarichi: unico precedente Henry Kissinger, quando presidente era Richard Nixon.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha parlato di “palese menzogna” e definito il report una “totale invenzione”. Tuttavia la rivelazione mette in imbarazzo il premier Netanyahu in vista delle elezioni e che spera in una riconferma del mandato; le forti relazioni con Trump sono importanti anche per accrescere la possibilità di mantenere la carica. (Fonte Politico).