Israele torna al voto: Netanyahu senza maggioranza, inciampa sulla leva militare estesa agli ortodossi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 maggio 2019 11:27 | Ultimo aggiornamento: 30 maggio 2019 11:27
Israele torna al voto: Netanyahu senza maggioranza, inciampa sulla leva militare estesa agli ortodossi

Israele torna al voto: Netanyahu senza maggioranza, inciampa sulla leva militare estesa agli ortodossi

ROMA – La Knesset, l’assemblea parlamentare di Israele, ha votato la legge che scioglie l’assise uscita dal voto del 9 aprile scorso e ha indetto nuove elezioni per il 17 settembre. Il provvedimento è stato approvato nella concomitante scadenza dell’incarico al primo ministro Benyamin Netanyahu che non ha trovato una maggioranza di 61 deputati per un nuovo governo. La possibile intesa con il leader nazionalista Avigdor Lieberman è naufragata sulla legge per la leva degli studenti ortodossi.

Israele verso nuove elezioni dopo il voto di poco più di un mese fa: è la prima volta nella sua storia. Al termine del mandato esplorativo che scadeva alla mezzanotte di martedì, il premier incaricato Benyamin Netanyahu non è riuscito a trovare un’intesa con il suo ex ministro della Difesa Avigdor Lieberman. Il leader nazionalista laico di ‘Israele casa nostra’, controverso punto di riferimento della numerosa diaspora ebraica russa, non si è mosso di un millimetro dalla sua richiesta – per entrare al governo – di un’applicazione senza sconti della legge sulla riforma della leva per gli studenti ortodossi, vista invece come il fumo negli occhi dai partitini ultra-ortodossi che puntellano la coalizione di maggioranza.

Tempo scaduto, la Knesset si autoscioglie. Il tutto – in uno scenario istituzionale senza precedenti – mentre la Knesset, su iniziativa del Likud, il partito del premier, ha optato per il proprio scioglimento pur di impedire al presidente Reuven Rivlin di affidare un nuovo incarico o ad un altro deputato di destra o all’opposizione di centrosinistra di Blu-Bianco guidata da Benny Gantz, il rivale delle ultime elezioni. Una prassi che lo stesso Rivlin, pur condannando il ritorno alle urne, ha riconosciuto corretta e nei poteri della stessa Knesset.

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Anche l’ultimo escamotage tentato da Netanyahu di offrire alcuni ministeri ai laburisti pur di accaparrarsi i loro preziosi 6 deputati (uno in più rispetto a quelli di Lieberman) è fallito. L’offerta del premier è stata respinta. 

Leva militare estesa agli ortodossi, la riforma che ha scatenato la crisi. “Nella primavera del 2018 lo scottante tema della “leva militare per tutti” aveva portato il Governo sull’orlo della crisi – riferisce Roberto Bongiorni sul Sole 24 Ore – . In luglio, la Knesset, su iniziativa proprio di Lieberman, era riuscita ad approvare, con l’aiuto dell’opposizione, una legge che prevede un graduale aumento della partecipazione degli ultraortodossi al servizio militare. Non solo. Le yeshiva (le scuole religiose) che avrebbero cercato di eludere la legge, se non ostacolarla, rischiavano delle multe salate. Ma la legge si era arenata davanti alle minacce dei partiti religiosi di uscire dalla maggioranza di Governo”. (fonte Ansa)