Italia non vende più armi alla Turchia d’ora in poi. Quelle già comprate gliele diamo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 Ottobre 2019 12:20 | Ultimo aggiornamento: 15 Ottobre 2019 16:29
Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio (foto Ansa)

ROMA – Nelle prossime ore, ha detto Luigi Di Maio al termine del Consiglio europeo, l’Italia, come già fatto da Francia e Germania, varerà un decreto ministeriale “che devo firmare come ministro degli Esteri” per bloccare “l’export di armamenti verso la Turchia per tutto quello che riguarda il futuro dei prossimi contratti e dei prossimi impegni”. 

E i contratti in essere? “Per i contratti in essere – ha detto Di Maio qualche ora dopo in una informativa alla Camera – l’Italia avvierà un’istruttoria”. Tradotto: per ora restano poi, chissà quando, vedremo. 

Le commesse in campo militare, infatti, hanno tempi lunghi e, quindi, l’impatto del blocco non si farà sentire proprio rapidamente. Anzi. Ci vorrà del tempo. Forse tanto tempo.

D’altronde parliamo di tanti soldi.  Nel 2018, i dati sono citati dal Sole 24 Ore, l’Italia ha venduto ad Ankara fino a 362 milioni di euro di armi, rispetto ai 266 milioni del 2017 e ai 133 milioni del 2016.

La Turchia non è proprio un paese qualsiasi per l’Italia in questo campo. La nazione guidata da Erdogan, infatti, è il terzo paese di esportazione delle armi italiane dietro Qatar e Pakistan e davanti agli Emirati Arabi Uniti.

Le parole di Di Maio alla Camera.

Di Maio nell’informativa alla Camera ha definito l’offensiva turca “inaccettabile e con effetti devastanti sul piano umanitario”.

“La Turchia – ha detto il ministro degli Esteri – è il solo responsabile dell’escalation” in Siria e “deve sospendere immediatamente le operazioni militari”. L’Italia esprime “ringraziamento e gratitudine” verso i curdi siriani per la lotta che hanno compiuto contro l’Isis, la cui minaccia resta “concreta e gravissima”. 

Nell’informativa Di Maio ha poi ricordato anche la morte dell’attivista curda per i diritti delle donne. Al bilancio “già drammatico e inaccettabile” delle vittime dell’offensiva turca in Siria “con centinaia di morti”, “si aggiunge il brutale assassinio della giovane attivista curda, Hevrin Khalaf, cui rivolgo il pensiero di tutto il governo italiano”.

Una pacificazione duratura in Siria non sarà possibile senza un processo inclusivo” e l’Italia “come Paese democratico” intende usare “ogni possibile strumento diplomatico” per fermare l’azione della Turchia, ha detto Di Maio aggiungendo che il governo italiano ritiene essenziale fare la “massima pressione” su Ankara e richiamare alle proprie responsabilità ogni Paese coinvolto nella lotta al terrorismo.

Fonte: Ansa, Il Sole 24 Ore.