Jeff Bezos (Amazon) dona 33 milioni ai Dreamers. E Trump nega gli insulti ai migranti…

di redazione Blitz
Pubblicato il 12 gennaio 2018 17:36 | Ultimo aggiornamento: 12 gennaio 2018 17:36
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Jeff Bezos (Amazon) dona 33 milioni ai Dreamers. E Trump nega gli insulti ai migranti…

NEW YORK – Mentre la tensione sul fronte dell’immigrazione è salita alle stelle negli Stati Uniti, Jeff Bezos, il patron di Amazon e proprietario del Washington Post, dona 33 milioni di dollari a un fondo che offre borse di studio ai Dreamer, i giovani immigrati arrivati da bambini negli States da genitori illegali.

La mega donazione arriva dopo le parole dure di Donald Trump e le trattative in corso al Congresso per sciogliere il nodo del Daca, il Deferred Action for Childhood Arrivals, il piano che tutela appunto i cosiddetti Dreamer.

Le frasi choc di Trump sono state pronunciate durante un incontro nello Studio Ovale con alcuni membri del Congresso. A chi gli chiedeva di riconsiderare la decisione di togliere lo status di protezione a migliaia di immigrati da Haiti, El Salvador e da alcuni Paesi africani il tycoon avrebbe risposto: “Perché gli Stati Uniti dovrebbero avere tutta questa gente che arriva da questo cesso di Paesi?”.

Trump avrebbe quindi aggiunto come “sarebbe molto meglio per gli Usa portare più persone da Paesi come la Norvegia”. L’espressione offensiva – secondo i media – è stata ‘shithole countries’ e ha lasciato di stucco e sbalorditi i presenti, tra cui il senatore repubblicano Lindsay Graham e quello democratico Richard Durbin, che avevano appena avanzato una proposta: tagliare del 50% la lotteria per i visti di ingresso negli Usa ma continuare a proteggere gli immigrati già residenti nel Paese con la status di protezione.

Ferma è arrivata la condanna dell’Onu. Se confermate, le parole di Trump sono “vergognose e scioccanti”, ha affermato il portavoce dell’ufficio Onu per i diritti umani Rupert Colville, sottolineando che tali commenti potrebbero mettere in pericolo vite umane fomentando la xenofobia. Ma il presidente Usa ora nega: “Il linguaggio che ho usato al meeting sull’accordo Daca (sui dreamer) è stato duro”, ha detto ma “non ho usato quel linguaggio”. “Quello che è stato veramente duro è stato ricevere una proposta così stravagante”, ha aggiunto.

“Il cosiddetto accordo bipartisan sul Deferred Action for Childhood Arrivals (sui dreamer) che ieri è stato presentato a me e ad un gruppo di senatori e membri del Congresso repubblicani è stato un grande passo indietro”, ha twittato Trump, correggendo il tiro, dopo la bufera, sulla frase che gli era stata attribuita. “Gli Usa – aggiunge il presidente – sarebbero costretti a prendere un gran numero di persone da paesi ad alta criminalità e messi male. Voglio un sistema di immigrazione basato sul merito e persone che contribuiscano a migliorare il nostro paese”.

Il presidente ha anche annullato una visita in Gran Bretagna il mese prossimo per inaugurare la nuova ambasciata Usa a Londra. Trump ha spiegato in un Tweet di avere preso la decisione a causa del suo disappunto nei confronti del suo predecessore Barack Obama, il quale avrebbe venduto l’attuale ambasciata per “noccioline”, per costruirne una da 1,2 miliardi di dollari.

Intanto Bezos non ferma gli investimenti: fa shopping in Grecia e acquista l’isola di Dolicha per 40 milioni di euro. L’operazione è stata eseguita tramite la società di real estate italiana Proto Group. “Stiamo vendendo diverse isole in questo periodo grazie anche alla politica di sgravi fiscali attuate dal governo greco”, afferma in una nota Alessandro Proto, amministratore delegato di Proto Group.