Joseph Percoco, braccio destro governatore New York accusato di aver riscosso 300mila $ in tangenti

di redazione Blitz
Pubblicato il 15 marzo 2018 6:33 | Ultimo aggiornamento: 14 marzo 2018 22:58
 Joseph Percoco,

Joseph Percoco

NEW YORK – Dramma nella sinistra Usa e nel Partito democratico. Joseph Percoco, braccio destro del Governatore di New York Andrew Cuomo, è stato accusato di aver riscosso più di 300mila dollari in tangenti.

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Percoco è stato giudicato colpevole da una giuria profondamente divisa e, quando l’11 giugno ci sarà la sentenza, rischia fino a 50 anni di reclusione in un carcere federale. Mario Cuomo, il figlio di immigranti italiani diventato governatore dello Stato di New York e quasi candidato alla Casa Bianca, è il padre di Andrew Cuomo. Per lui, Percoco era come un terzo figlio.

Percoco un tempo lavorava infatti anche per Mario Cuomo, prima di passare successivamente al fianco di Andrew Cuomo, passaggio avvenuto quando quest’ultimo era Segretario della Casa e dello Sviluppo Urbano durante la seconda presidenza di Bill Clinton. Era rimasto a suo fianco anche successivamente, quando Cuomo era stato nominato procuratore generale. Tra le altre mansioni, anche quella di responsabile della campagna elettorale di Cuomo nella corsa a governatore di New York.

L’avvocato di Percoco, Barry Bohrer, ha confermato che intende fare ricorso e che sta valutando i prossimi passi. “Sono deluso ma, come dice Barry, considereremo le opzioni e andremo avanti”, ha detto Percoco ai giornalisti mentre lasciava il tribunale.

Prima di emettere il verdetto, la giuria si è riunita per circa 40 ore. Al termine, i pm hanno deciso di condannare solo uno dei tre co-imputati: si tratta di Steven Aiello, un uomo d’affari di Syracuse, che dovrà affrontare 20 anni di prigione per frode.

Joseph Gerardi, un altro amico nonché uomo d’affari, è stato prosciolto dalle accuse. Processo nullo per Peter Galbraith Kelly:  la giuria si è arenata sui due capi di accusa, non è stata in grado di emettere il verdetto.

Percoco, 48 anni, è stato riconosciuto colpevole di cospirazione e corruzione. Coinvolta anche la moglie Lisa, un’insegnante che fu assunta da Kelly per un lavoro da 90.000 dollari all’anno. E’ stato assolto da estorsione e dall’aver richiesto tangenti o gratifiche varie. L’inchiesta ha avuto una svolta quando Todd Howe, il testimone principale nonché ex lobbista, è stato arrestato dopo aver ammesso di aver tentato di imbrogliare il Waldorf-Astoria su un conto d’albergo da 600 dollari.

Howe, dopo aver patteggiato, ha spiegato nel dettaglio il suo ruolo di intermediario tra Percoco e i co-imputati e ha fornito gran parte della testimonianza più schiacciante per l’accusa. Ha raccontato che lui e Percoco, per riferirsi al denaro della tangente, utilizzavano il termine “ziti” come ne “I Soprano”, la serie tv sulle famiglie della mafia italo americana del New Jersey.

Howe, 57 anni, ha anche descritto come facilitare le donazioni della campagna da Kelly, Aiello e Gerardi a Cuomo.

Percoco è stato riconosciuto colpevole di “aver venduto qualcosa di inestimabile che non avrebbe dovuto”: si tratta del “dovere sacro di servire onestamente e fedelmente i cittadini di New York”, ha detto il procuratore federale a Manhattan, Geoffrey Berman.

Il governatore, Andrew Cuomo, ha scaricato subito il suo ex braccio destro. Diverse ore dopo il verdetto ha dichiarato che “non c’è tolleranza di fronte alla violazione della fiducia dei cittadini”.

“Il verdetto ha dimostrato che questi ideali sono stati violati da una persona che conoscevo da molto tempo e sul piano personale è doloroso, tuttavia dobbiamo trarre insegnamento da quanto è accaduto e mettere in atto ulteriori misure di salvaguardia per assicurare la fiducia dei cittadini. Tutto ciò è inammissibile”, ha concluso Cuomo.