Khashoggi, Mohammed bin Salman autorizzò un anno prima campagna segreta contro i dissidenti

di Caterina Galloni
Pubblicato il 19 marzo 2019 6:52 | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2019 8:51
Khashoggi, Mohammed bin Salman autorizzò campagna segreta contro i dissidenti un anno prima

Khashoggi, Mohammed bin Salman autorizzò campagna segreta contro i dissidenti un anno prima

ROMA – Più di un anno prima dell’omicidio del giornalista dissidente Jamal Khashoggi, il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman autorizzò una campagna segreta per mettere a tacere i dissidenti, usando la sorveglianza, i sequestri, la detenzione e la tortura di cittadini sauditi, secondo quanto riporta il New York Times citando funzionari americani che hanno letto i report di intelligence secretati.  

Alcune delle missioni clandestine furono eseguite dalla stessa squadra che uccise e smembrò il corpo del giornalista ucciso a ottobre nel consolato saudita a Istanbul, il che farebbe ipotizzare che l’omicidio facesse parte di una campagna più ampia per mettere a tacere i dissidenti, secondo le fonti del NYT.  

Tra le sue attività, il cosiddetto gruppo di pronto intervento sembra essere stato coinvolto nella detenzione e negli abusi di importanti attivisti per i diritti delle donne arrestati lo scorso anno. Il team era talmente occupato che a giugno il capo aveva chiesto a un alto consigliere del principe Mohammed se avrebbe dato loro dei bonus in vista di Eid al-Fitr, la festività che segna la fine del Ramadan.

I funzionari sauditi hanno rifiutato di confermare o negare che esistesse una squadra di questo tipo o di rispondere alle domande del NYT circa l’attività. Secondo quanto riferito dalle fonti al Times, il team sarebbe stato autorizzato dal principe Mohammed e supervisionato da Saud al-Qahtani, un membro della corte reale.

I rapporti dei servizi segreti Usa non hanno specificato in che modo il principe Mohammed fosse coinvolto nell’attività del team ma sembra che gli agenti abbiano considerato Qahtani come un “tramite” del principe.
Qahtani dopo l’omicidio di Khashoggi è stato licenziato ma le autorità saudite non hanno chiarito se fosse tra gli accusati di cui per cinque la Procura di Riad, a inizio di gennaio ha chiesto la condanna a morte.

Fonte: Daily Mail