Kobane, il ricatto turco. Erdogan vuole un pezzo di Siria

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 Ottobre 2014 14:45 | Ultimo aggiornamento: 7 Ottobre 2014 14:46
Kobane, il ricatto turco. Erdogan vuole un pezzo di Siria

Il presidente turco, Recep Tayyip erdogan (Foto Lapresse)

ANKARA – Kobane è praticamente perduta, caduta nelle mani dell’Isis: lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Lui i carri armati ce li ha schierati a cinquanta metri dalla città siriana assediata dai miliziani jihadisti dello Stato Islamico. Non li muove, però, perché vuole prima la garanzia degli Stati Uniti che il presidente siriano Bashar al Assad venga destituito, che venga istituita una no-fly zone sulla Siria e vengano cacciati i curdi che lì stanno da anni.

Erdogan chiede un’operazione militare di terra in Siria e Iraq, quello che Washington ha sempre escluso. Ma il presidente turco è netto:

“Il terrorismo non sarà fermato dai raid aerei e fintanto che noi non collaboreremo in vista di un’operazione di terra d’intesa con coloro che già combattono sul terreno. Sono passati mesi senza che alcun risultato sia stato ottenuto”.

Il governo turco è peraltro accusato da più parti di avere sostenuto, o quanto meno favorito, negli ultimi anni le milizie islamiche in Siria (jihadisti compresi) all’interno del fronte anti-Assad, dopo la rottura di Erdogan con il governo un tempo alleato di Damasco.