La battaglia di Caporetto: 600 mila soldati, 100 mila tra morti e feriti

Pubblicato il 12 Ottobre 2010 16:41 | Ultimo aggiornamento: 12 Ottobre 2010 16:41

La battaglia di Caporetto (oggi una linda città della slovenia di 4.197 abitanti, vicino al confine con l’Italia) venne combattuta durante la prima guerra mondiale tra il Regio Esercito italiano e le forze austro-ungariche e tedesche.

Lo scontro, che iniziò alle ore 2:00 del 24 ottobre 1917, rappresenta tuttora la più grave disfatta dell’esercito italiano, tanto che, nella lingua italiana, ancora oggi il termine Caporetto viene utilizzato come sinonimo di sconfitta. Le truppe italiane, impreparate ad una guerra difensiva e duramente provate dalle precedenti undici battaglie dell’Isonzo, non ressero l’urto delle forze nemiche e dovettero ritirarsi fino al fiume Piave subendo gravi perdite in termini di uomini e materiale.

La sconfitta portò alla sostituzione del generale Luigi Cadorna, che aveva imputato l’esito infausto della battaglia alla viltà dei suoi soldati, con Armando Diaz. I soldati italiani si riorganizzarono abbastanza velocemente e diedero prova del loro valore, creduto perso, fermando le truppe austro-ungariche e tedesche nella successiva prima battaglia del Piave permettendo così all’intero esercito di difendere ad oltranza la nuova linea difensiva.

I nudi numeri della battaglia fanno spavento. Vi parteciparono per l’Italia 257.400 soldati, con 1.342 cannoni, per l’Austria 350 mila uomini con 2.518 cannoni.
Per l’Austria il bilancio fu di 50 mila tra morti e feriti, tra i 10.000 e i 13.000 furono i morti italiani, 30.000 i feriti, decine di migliaia tra prigionieri e disertori, oltre un milione i profughi civili.

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