La domanda cui Obama non sa rispondere: si può vincere la guerra in Afghanistan?

Pubblicato il 24 Giugno 2010 14:15 | Ultimo aggiornamento: 24 Giugno 2010 20:11

Il presidente Barack Obama aveva appena finito di informare i giornalisti alla Casa Bianca che aveva deciso di sostituire il comandante in capo delle forze Nato in Afghanistan, generale Stanley McChrystal,e stava lasciando il podio quando uno di essi gli ha gridato a sorpresa: ”Possiamo vincere questa guerra”? Ma Obama non ha risposto lasciando la domanda in sospeso, forse perchè lui stesso non conosce la risposta.

Secondo il sito news.yahoo.com, Obama sta cercando di restare fedele all’impegno di ritirare le truppe americane entro luglio del 2011. Ma la vicenda di McChrystal è stato l’ultimo incidente per una amministrazione che sta disperatamente cercando di riconquistare l’iniziativa in un conflitto che sta diventando sempre più difficile da gestire mentre perde l’appoggio dell’opinione pubblica negli Stati Uniti.

La scelta di Obama del generale David Petraeus, che già sovrintendente alle guerre in Iraq e Afghanistan, come capo dello U.S. Central Command contribuirà almeno ad arginare gran parte delle critiche provenienti dal Congresso per l’allontanamento di McChrystal. Architetto della rimonta americana in Iraq nel 2007, Petraeus è ampiamente rispettato sia dai democratici che dai repubblicani, La sua nomina darà senza dubbio ad Obama il tempo politico di respingere le critiche del Congresso riguardo a come la guerra in Afghanistan sta procedendo.

Ma con le vittime americane sempre più numerose e nessun segno di vittoria alla vista, i rapporti col congresso potrebbero peggiorare in breve tempo. Obama ha sottolineato che l’avvicendamento dei due generali ”è una cambio di personale ma non un cambio di politica”. Petraeus, ha insistito il presidente, ”è sia l’architetto che il sostenitore della strategia che gli Stati Uniti stanno seguendo in Afghanistan”.

Ma la continuità al vertice non aiuterà il presidente a mettere pace tra i suoi consiglieri civili, un’ostinata fonte di tensione fin da quando Obama è stato eletto alla Casa Bianca 18 mesi fa. Il presidente è stato perseguitato una volta dopo l’altra dai pubblici bisticci tra i funzionari della sua amministrazione riguardo alla strategia da adottare nella guerra, e l’intervista di McChrystal a Rolling Stone, in cui il generale se l’è presa sia col presidente che con il suo vice Joseph Biden, ne è un esempio.

E la domanda che cominciano a porsi analisti e osservatori è: ”Se Obama non riesce a controllare il suo personale, come può vincere la guerra?” Il presidente, dopo aver allontanato McChrystal, ha fatto appello alla collaborazione di tutti ”perchè la guerra è più importante di qualsiasi uomo o donna, e le divisioni non saranno tollerate”.

La capacità di Obama di far rispettare le sue parole potrebbe essere la differenza tra vincere o perdere la guerra che ha affrontato solo in maniera riluttante, E vincere la sfida che si trova davanti  potrebbe rassicurare quel crescente numero di critici secondo i quali Obama ha fatto dell’Afghanistan la sua responsabilità.