Usa. Dopo le minacce di Ayman al Zawahiri torna lo spettro di Al Qaeda.

Pubblicato il 14 settembre 2013 11:51 | Ultimo aggiornamento: 14 settembre 2013 11:51
Ayman al Zawahiri

Ayman al Zawahiri

NEW YORK, STATI UNITI – Le nuove minacce di Ayman al Zawahiri rimbalzano in un’America che, dopo il dodicesimo anniversario degli attentati dell’11 settembre 2001, cerca più che mai di guardare avanti. Ma lo spettro di al Qaeda e’ difficile da scacciare e le ultime parole dell’erede di Osama bin Laden – che invita a continuare la guerra sul territorio Usa e a dissanguare finanziariamente un Paese costretto a spendere miliardi di dollari per la sicurezza – viene preso molto seriamente dalle autorit� americane.

Quasi tutti gli esperti sono concordi nel giudicare “modesto” il tenore del messaggio del ‘dottore’ egiziano. Un messaggio audio di pochi minuti, che niente ha a che vedere con i proclami e i video che a suo tempo vedevano protagonista il leader di al Qaeda, ucciso dagli americani nel raid di Abbottabad, in Pakistan. Anche negli ambienti dell’amministrazione Obama e dell’intelligence Usa quello di al Zawahri viene visto piu’ che altro come un ”segnale disperato” di una organizzazione che cerca di rimanere in vita, ma che oramai non ha più i mezzi per rappresentare una minaccia reale per gli Stati Uniti o per gli altri Paesi occidentali.

Questo stando alla valutazione dei servizi occidentali. Piu’ volte i vertici di Cia, Fbi e delle altre agenzie di intelligence Usa hanno spiegato come operazioni spettacolari sul modello dell’11 settembre 2001 sono oggi molto improbabili, se non quasi impossibili. Ma due sono gli scenari che inquietano gli 007 Usa: l’azione dei cosiddetti ‘lupi solitari’, sul modello dei fratelli ceceni autori dell’attentato alla maratona di Boston; e l’attacco alle sedi diplomatiche sparse per il mondo, soprattutto nelle aree più ‘calde’, sul modello di quanto avvenuto a Bengasi l’11 settembre dello scorso anno.

Per questo la parola d’ordine a Washington resta quella di restare vigili. Col presidente Barack Obama che piu’ volte ha invitato tutti a non abbassare la guardia, nonostante al Qaeda sia sulla strada della definitiva sconfitta. Tra l’altro, le tensioni legate alla crisi siriana contribuiscono a tenere alta la guardia. Non e’ dunque al Zawahiri a far paura, ma l’effetto che le sue parole incendiarie possono avere sui terrosti sparsi nel mondo.