Libia, battaglia ad Al Zawya, decine di morti. La diretta di Blitz

Pubblicato il 5 Marzo 2011 14:28 | Ultimo aggiornamento: 5 Marzo 2011 19:40

ROMA – Le truppe di Gheddafi avanzano da una parte e rivendicano la vittoria nella città di al Zawya.  I ribelli, invece, raccontano una storia diversa: “Resistiamo e avanziamo verso ovest”. L’unica certezza è che la Libia è un gigantesco e sanguinoso fronte dove si combatte una guerra civile e dove è praticamente impossibile capire fino in fondo come stanno andando le cose. La diretta di BlitzQuotidiano.

19:19. Respinto dai ribelli un secondo attacco. I rivoltosi anti-Gheddafi che hanno occupato Zawiya, citta’ strategica a oltre 40 chilometri a ovest di Tripoli, sostengono di avere respinto un secondo attacco delle forze governative e assicurano di essere pronti a far fronte a una nuova offensiva dei fedelissimi di Muammar Gheddafi. Lo riferisce un’inviata dell’agenzia Reuters che si trova nella cittadina. Secondo la giornalista, i segni della battaglia sono visibili ovunque. Gli edifici che si affacciano sulla piazza principale sono crivellati di proiettili di grosso calibro e un palazzo, secondo la testimonianza della giornalista, è completamente bruciato. Sui marciapiedi sono visibili grosse macchie di sangue. Sui tetti di diversi edifici i ribelli hanno disposto decine di sentinelle armate. La tensione in città è alle stelle. Le forze lealiste sarebbero attestate nei dintorni dell’abitato in attesa di sferrare un nuovo attacco.

19:18. Molti corpi portati via con i camion. Secondo il medico di Zawia che ha riferito dell’uccisione di almeno trenta persone nei combattimenti per la conquista della città, molte delle persone uccise sono civili. Ma è estremamente difficile stabilire il numero preciso delle vittime di questi due ultimi giorni di battaglia. Anche perché, secondo quanto riferiscono testimoni, molti corpi di civili uccisi o feriti vengono portati via dai soldati governativi con dei camion.

19: 10. Il consiglio dei ribelli istituisce un comitato di crisi. Il consiglio nazionale creato dall’opposizione libica, che oggi ha tenuto la sua prima riunione, ha istituito un comitato di crisi formato da tre membri. Omar Hariri, uno degli ufficiali che prese parte al colpo di Stato di Gheddafi nel 1969, ma fu in seguito incarcerato, è stato nominato a capo dei militari. Ali Essawi, ex ambasciatore in India che ha lasciato l’incarico un mese fa, è stato nominato a capo degli Esteri. Mahmoud Jebril, che era stato coinvolto in un progetto tra intellettuali per stabilire uno stato democratico, è stato nominato a capo del comitato di crisi che ha lo scopo di ottimizzare il processo decisionale. Il consiglio nazionale, creato lo scorso martedì, è composto da 30 membri ed è guidato dall’ex ministro della Giustizia, Moustapha Abdeljalil, una tra le prime personalità di rilievo a passare dalla parte dei rivoltosi già nei primi giorni della protesta.

19:04. I ribelli: “Noi gli unici rappresentanti del paese”. Il consiglio nazionale dei ribelli, che oggi ha tenuto la sua prima riunione, si è dichiarato il ”solo rappresentante” della Libia. ”Il consiglio dichiara di essere il solo rappresentante della Libia”, ha detto il presidente, ed ex ministro della Giustizia libico, Moustapha Abdeljalil, durante una conferenza stampa alla fine della riunione.

19:03. Decine di morti a Zawia. A Zawia, 50 chilometri a ovest di Tripoli, i morti si contano a decine. Fonti dei ribelli hanno detto all’ANSA che gli uccisi sono almeno cinquanta, mentre secondo un medico della citta’ le persone uccise sono trenta e 200 i feriti.

18:19. Intensi scontri a Zawiyah. I combattimenti a Zawiyah, la città a 40 chilometri da Tripoli oggetto di un braccio di ferro tra truppe filo Gheddafi e i ribelli, si sono intensificati da questa mattina. Lo riferiscono residenti in citta’. ”I combattimenti si sono intensificati e i carri armati sparato su qualsiasi cosa si trovino di fronte – ha detto Abu Akeel, un testimone alla Reuters – Hanno bombardato case, ora stanno bombardando una moschea dove si nascondevano centinaia di persone”. ”Non possiamo andare a recuperare nessuno perché il bombardamento è molto intenso”, ha aggiunto il testimone. Un’altro abitante della città ha detto all’Afp che i carri armati sono dappertutto e che sparano sulle case”. ”Pregate per noi – ha aggiunto prima di troncare la comunicazione”. Un sito di opposizione, al Manara, ha affermato da parte sua che nella citta’ sarebbero entrati una quarantina di carri.

18:15. Gli insorti: “Abbiamo abbattuto un aereo militare”. Gli insorti libici hanno detto di aver visto un aereo abbattuto nella zona est della città di Ras Lanuf. ”Ho visto con i miei occhi un aereo abbattuto e due piloti morti. Erano allacciati al sedile e uno di loro aveva la testa spappolata”, ha raccontato Ahmed Harram, sostenitore non combattente dei ribelli. ”Era un aereo da combattimento. Non sono in grado di dire quante persone c’erano a bordo in quanto i corpi erano a pezzi”, ha detto invece uno degli insorti, Tawfiq al Ushilia. Aerei ed elicotteri avevano ieri sorvolato la zona in mano ai ribelli che avevano sparato cercando di colpirli.

17:35. Sparatoria nella caserma di Gheddafi a Tripoli. E’ di tre morti il bilancio di una presunta sparatoria avvenuta all’interno della caserma di Tripoli dove è asserragliato da giorni il leader libico Muammar Gheddafi. Lo riferisce oggi il quotidiano panarabo Asharq al Awsat, citando ”una fonte vicina a Gheddafi e ai suoi figli”, precisando che lo scontro a fuoco sarebbe avvenuto nella serata di ieri a Bab al Aziziya, base militare alla periferia sud della capitale libica. La fonte anonima, interpellata telefonicamente dal giornale e descritta come ”un africano arabo che ha ottenuto la nazionalità libica per servire la rivoluzione di Gheddafi”, riferisce di una ”sparatoria con armi automatiche durata per circa venti minuti all’interno della caserma”, tra l’ala dove sarebbero alloggiati i fedelissimi del colonnello, appartenenti alla tribù dei Maqariha, e il settore dove sarebbero stati invece isolati gli uomini di Abdallah Senussi, ”deposto” capo dei servizi di sicurezza militari. I tre morti sarebbero – secondo la fonte – tra le file degli agenti di Senussi, che sarebbe stato deposto nei giorni scorsi da Gheddafi.

17:26. Al Jazira: abbattuti dagli insorti due elicotteri militari. Due elicotteri militari sono stati abbattuti oggi dagli insorti libici. Lo riferisce un corrispondente della tv satellitare Al Jazira. Il primo velivolo è stato abbattuto nella zona di Ras Lanuf, conquistata ieri dai ribelli, e il secondo nella zona di Ben Jawad.

15:55. Nuovo attacco ad Al Zawya. Le forze fedeli al leader libico Muammar Gheddafi hanno sferrato un nuovo attacco contro di Zawiya, con bombardamenti di carri armati sulla piazza centrale della città occidentale libica. Lo hanno riferito abitanti. ”L’attacco è cominciato. Vedo più di 20 carri armati” ha detto per telefono alla Reuters un residente. In sottofondo si udiva il rumore di sparatorie. Un altro abitante ha confermato l’attacco, affermando che le forze pro-Gheddafi stanno usando ”carri armati e mortai”.

15:23. I ribelli avanzano verso Ovest: arrivati a Ben Jawad. I ribelli contro il regime del colonnello Muammar Gheddafi hanno proseguito oggi la loro marcia verso l’ovest del Paese e sono arrivati a Ben Jawad, 30 chilometri da Ras Lanouf che si trova a 660 chilometri a est di Tripoli. Lo ha constatato un giornalista dell’Afp.

14:06 Zawya, almeno 7 morti. Sono almeno sette i morti nella battaglia di questa mattina nella citta’ libica di Zawiya, 40 km a ovest di Tripoli: lo dicono fonti ospedaliere locali. Un precedente bilancio provvisorio, basato su alcune testimonianze, parlava di decine di morti. I ribelli a Zawiya hanno festeggiato la vittoria nella battaglia di questa mattina, quando le forze governative con mezzi corazzati hanno sferrato un attacco all’alba per poi riposizionarsi fuori dalla citta’, lasciando nelle mani degli insorti alcuni mezzi.

13:25 Ue, il dramma dei profughi. Tra il 21 febbraio e il 3 marzo 83.252 rifugiati – soprattutto egiziani (61.221) – hanno attraversato il confine libico verso l’Egitto mentre al confine tunisino la situazione di ”emergenza umanitaria” ha visto, nello stesso periodo, 96.963 (per circa la meta’ egiziane) persone attraversare il confine. E’ quanto si apprende in un nota dell’esecutivo Ue che nonostante rilevi come la pressione negli ultimi due giorni ”si stia attenuando”, ribadisce l’esigenza di dover far fronte ad ”emergenze umanitarie” con servizi sanitari, cibo e acqua. L’evacuazione di coloro che dalla Libia fuggono verso la Tunisia ”e’ una priorita’ assoluta”, sottolinea la nota spiegando che per quanto riguarda gli europei la stragrande maggioranza dei circa 8 mila cittadini Ue che volevano abbandonare il paese e’ stata evacuata. Al momento resterebbero circa 1.200 europei in Libia dei quali sono 127 quelli che vogliono partire. La Commissione sta facilitando il rimpatrio anche con un crescente numero di navi ed aerei europei, spiega la nota, facendo il punto sull’intervento europeo, dopo l’attivazione della squadra di protezione civile inviata nella regione per supportare il lavoro dell’Organizzazione internazionale delle migrazioni e dell’Alto commissariato Onu, nonche’ alle autorita’ tunisine.

12:40 Esercito di Gheddafi a Zawya. Forze pro-Gheddafi sono nuovamente entrate nella citta’ di Zawiya. Lo afferma al Jazira sul suo sito online che riferisce anche di rinforzi per i governativi provenienti da Tripoli secondo fonti dei rivoltosi. Questa mattina insorti hanno affermano di aver respinto un attacco scatenato all’alba delle forze pro-Gheddafi con carri armati che pero’ poi si sarebbero ritirati dal centro cittadino. L’impressione fra i ribelli e’ che le forze fedeli a Gheddafi si preparino a sferrare un nuovo attacco su Zawiya dopo quello lanciato con i mezzi corazzati all’alba, che sono stati poi riposizionati fuori dal centro abitato, da dove hanno cannoneggiato la citta’. A meta’ mattinata Zawiyah appare circondata dalle forze governative, che hanno allestito posti di blocco a soli tre chilometri dal centro. I ribelli affermano, per bocca di un portavoce, di aver respinto l’attacco del mattino e di aver ”catturato tre veicoli corazzati per trasporto truppe, due carri armati e un pick-up armato dopo un’ora e mezza di combattimenti”. Le forze governative ”sono entrate a Zawiya alle 6 del mattino con ingenti forze, centinaia di soldati con carri armati. I nostri hanno combattuto…Abbiamo vinto”, ha raccontato alla Reuters il portavoce, Yussef Shagan. ”Gheddafi non entrera’ mai in questa citta”’, dice Ibrahim, un ribelle.

11:45 Tv: “Decine di morti a Zawya”. Sarebbero decine i morti a Zawiya, secondo al Jazira e al Arabiya, citta’ centro ieri sera di furiosi combattimenti e dove oggi testimoni riferiscono di nuovi scontri con i rivoltosi che avrebbero respinto un attacco delle forze pro-Gheddafi. In particolare al Jazira parla di 26 morti tra i rivoltosi, otto tra le forze pro-Gheddafi.

11:30 Nave italiana con aiuti partita per Bengasi. La Libra, la nave della Marina Militare con aiuti diretti a Bengasi, dovrebbe partire nel giro di poche ore dal porto di Catania. Secondo quanto si apprende si stanno ultimando le operazioni di carico ed il pattugliatore dovrebbe lasciare la Sicilia in tarda mattinata. La Libra portera’ aiuti e materiale della cooperazione allo sviluppo del ministero degli Esteri alla popolazione di Bengasi. A bordo della nave, oltre a quattro generatori elettrici, sono state imbarcate tende familiari, 4.000 coperte, unita’ di purificazione dell’acqua e 40 kit medici per patologie generali. Il pattugliatore trasporta anche acqua, con due taniche, rispettivamente da 3.500 e 7.500 litri, e cibo donato dalla cooperazione: 5 tonnellate di riso e 5 tonnellate di latte.

11:10 Situazione incerta a Zawiya. C’e’ incertezza sulla sorte della citta’ di Zawiya a 40 km da Tripoli, verso il confine occidentale con la Tunisia, nelle mani degli insorti da una settimana e al centr ieri di furiosi combattimenti. La tv di stato libica ha annunciato ieri sera che l’esercito ha ripreso il controllo della citta’ ed ha ucciso ”il capo dei terroristi”. Questa mattina pero’, la programmata visita dei giornalisti stranieri a Zawiya e’ stata cancellata. ”Per motivi di sicurezza”, sostengono fonti ufficiali. Secondo le informazioni della tv libica l’esercito avrebbe riconquistato il centro della citta’, dove si erano asserragliati gli insorti, e ripreso il possesso dei 19 carri armati sottratti dai ribelli dalla locale caserma dell’esercito. Altre fonti invece, tra cui al Jazira e Al Arabiya, descrivono questa mattina uno scenario diverso in cui gli insorti affermano di aver respinto un attacco scatenato all’alba delle forze pro-Gheddafi con carri armati che pero’ al momento si sarebbero ritirati dal centro cittadino e starebbero cannoneggiando da fuori. Zawiya conta circa 300mila e ha un’enorme importanza strategica in quanto sede della piu’ grande raffineria.