Libia, Frattini: “Pronti alla no fly zone, Gheddafi non può più restare”

Pubblicato il 28 Febbraio 2011 9:31 | Ultimo aggiornamento: 28 Febbraio 2011 9:44

Franco Frattini

ROMA – Per mettere fine ”al più presto” al regime di Gheddafi e fermare ”questa guerra civile” potrebbe ”avere successo” la decisione della ”no fly-zone”. Lo spiega, in un’intervista al Messaggero, il ministro degli Esteri, Franco Frattini, consapevole che la misura comporterebbe l’uso della forza se venisse violata.

Per questo, aggiunge il titolare della Farnesina, ”è necessaria una riflessione approfondita”. Finora, dice, ”nessuno ci ha mai chiesto” l’uso delle basi italiane per azioni di questo genere, segno che c’è ”consapevolezza” della necessità di ”discuterne” in ”uno sforzo corale di tutti, non un solo Paese disponibile. Ognuno dovrebbe assumersi le proprie responsabilità”, precisa Frattini.

Peraltro, sottolinea il capo della diplomazia italiana, fino ad oggi ”l’Italia ha evacuato centinaia e centinaia di stranieri, altri Paesi hanno preso i loro e se ne sono andati. E’ facile parlare con le forze degli altri”. Gheddafi, ribadisce Frattini, ”ha sparato sul suo popolo assoldando perfino dei mercenari. Non può più restare”. E l’Italia è pronta a ”sostenere tutti quelli che lavorano per il bene del popolo libico”, ma ”certamente non saremo quelli che tenteranno di pilotare la formazione di un nuovo governo”. Nessun imbarazzo, infine, per la foto del premier, Silvio Berlusconi, che bacia l’anello a Gheddafi: ”Altrettanto – dice – quanto imbarazzano tutti coloro che tre mesi fa hanno votato Gheddafi membro del Consiglio dei diritti umani dell’Onu”.