Libia, Gheddafi bombarda gli insorti e fucila i disertori. Al Qaeda si schiera con loro. La diretta

Pubblicato il 24 Febbraio 2011 11:09 | Ultimo aggiornamento: 24 Febbraio 2011 14:25

La rivolta libica continua, e insieme continua e si fa più crudele la repressione del rais Muhammar Gheddafi, con la fucilazione dei disertori. Il presidente americano Barack Obama chiede la fine di “una violenza mostruosa”.

14:15. Scontri a Zaiwa

Testimoni riferiscono che sono in corso pesanti scontri a Zawia, 50 km a ovest della capitale libica Tripoli, e che la gente è in strada armata.

12:36. L’Ue: “Per i rientri servono le navi militari”

La Ue sta cercando un appoggio navale militare per fare rientrare a casa le migliaia di cittadini europei che ancora sono in Libia. Lo ha detto un portavoce della Commissione Ue. L’appoggio militare servirà per evacuare circa 5-6000 cittadini Ue che ancora si trovano in Libia, ha precisato il portavoce Raphaël Brigandi, a nome della commissaria Ue agli aiuti umanitari Kristalina Georgieva. ”Stiamo cercando di ottenere un sostegno navale compreso navi militari che si trovano nell’area”, ha precisato il portavoce. Da alcuni giorni, l’Unione Europea ha messo a disposizione il coordinamento fra gli Stati membri per l’evacuazione, soprattutto via mare, dei circa 10 mila cittadini europei presenti in Libia, di cui circa la meta’ hanno già fatto rientro nei loro paesi di origine.

12:30 Ucciso chi si rifiuta di sparare sulla folla

Almeno 20 persone, probabilmente militari, sono state uccise a Zawia, nell’ovest della Libia, “perché si sono rifiutate di sparare sulla folla”. Lo riferisce Al Jazira, mostrando le immagini di un posto di polizia nella città dato alle fiamme. A Zawia, 50 km da Tripoli, stamani le truppe fedeli a Muammar Gheddafi hanno lanciato una offensiva, compiendo un “massacro” secondo alcuni testimoni.

12:20. Nel massacro usate cartucce del Belgio

Il quotidiano belga Le Soir mostra in prima pagina la foto di un uomo che fa vedere i bossoli dei proiettili di fabbricazione belga utilizzati per massacrare manifestanti libici all’aeroporto di La Abraq. Il numero del codice, indica il quotidiano, dimostra che queste cartucce sono state prodotte dalla Fn Herstal, l’azienda controllata dalla Regione Vallonia. Nei giorni scorsi in Belgio diverse Ong avevano protestato per la vendita di armi da parte della Fn alla Libia e la regione Vallonia, attraverso il portavoce del presidente socialista Rudy Demotte, aveva smentito che armi vendute dalla societa’, leader mondiale negli armamenti, potessero essere usate per interventi all’interno del Paese.

12:15. Le forze filo-Gheddafi attaccano Misurata

Forze filo Gheddafi hanno attaccato manifestanti che protestavano nella città di Misurata. Vi sarebbero molti morti. Secondo testimoni, violenti combattimenti sono in corso vicino all’aeroporto della città, mentre il centro cittadino è ancora sotto il controllo degli insorti.

12:04. L’Ue: “Pronto un piano per un’intervento militare unitario”

La Ue si tiene pronta ad un intervento militare umanitario in Libia. Lo riferiscono fonti diplomatiche a Bruxelles, precisando che si tratta di ”un’opzione possibile”. ”E’ una delle possibilità a cui stiamo lavorando, nell’ambito dei piani di emergenza che stiamo preparando per fare fronte ai diversi scenari”, hanno precisato le fonti europee. L’ipotesi di un ”intervento militare per scopi umanitari” è già stata presa in considerazione dagli Usa. Le fonti hanno precisato che ”si è comunque lontani” dalla possibilità di precisare l’eventuale ”cornice legale” dell’intervento, che dovrebbe avvenire nell’ambito dell’Onu. ”Normalmente, la dichiarazione da parte dell’Onu di una situazione di emergenza umanitaria è basata su un rapporto sulla mancanza di acqua, di cibo e di medicine. Al momento, non abbiamo questo tipo di rapporto”, hanno riferito i diplomatici. Il dispiegamento di una forza militare per scopi umanitari risponde inoltre usualmente ad una formale richiesta del paese e/o ad una formale richiesta dell’Onu.

11:55. Gheddafi asserragliato nel bunker a Tripoli

Il leader libico Muammar Gheddafi sarebbe asserragliato con una decina di uomini della sicurezza a lui fedeli in un bunker sotterraneo della caserma di Bab al Aziziya, sobborgo meridionale di Tripoli. Lo riferisca la tv panaraba al Arabiya.

11:40 Centinaia di morti a Zawia

Sarebbero già centinaia i morti a Zawia, a ovest di Tripoli, teatro stamani di una offensiva dell’esercito contro i dimostranti anti-regime. Lo riferisce Al Arabiya citando testimoni oculari.

11:31. Rapite e costrette a mentire in tv le figlie di un ex diplomatico

Due figlie dell’ex capo del protocollo di Muammar Gheddafi, Nuri El-Mismari, sono state rapite a Tripoli da guardie del colonnello libico e costrette a smentire in televisione la defezione del padre. Lo ha detto all’agenzia Afp l’avvocato francese Frederic Landon, che assiste l’ex diplomatico rifugiatosi a Parigi per ottenere asilo politico. Stando a Landon, ”Due figlie del signor El-Mismari sono appena state rapite da uomini che agiscono per il signor Gheddafi, e sono state portate di forza in televisione per smentire i propositi fatti dal loro padre”. Le due, ha aggiunto l’avvocato, ”sono ancora nelle mani degli uomini di Muammar Gheddafi, cosa che dimostra chiaramente come esista una volonta’ di rappresaglia”. Peraltro El-Mismari, che ha chiesto alla Francia asilo politico e la protezione della polizia, ha ricevuto per il momento un diniego da Parigi. Fonti del ministero francese degli interni hanno specificato che ”la protezione di Nuri El-Mismari non e’ giustificata. La questione potra’ essere riconsiderata in funzione di una situazione evoluta nel Paese”.

11:17. Londra chiede un'”inchiesta internazionale”

Il ministro degli esteri britannico William Hague ha chiesto una ”inchiesta internazionale” sulle ”atrocita” commesse in Libia nella repressione delle proteste contro il regime di Muammar Gheddafi. ”Vogliamo una inchiesta internazionale. Per questo dobbiamo convincere altri paesi”, ha detto Hague alla Bbc.

11:16. Un testimone: bombe a Zawia per fermare la marcia su Tripoli

”La marcia su Tripoli era prevista per domani, sarebbero dovuti venire anche da Zawia e Tajoura per liberarla. Gheddafi oggi sta bombardando per fermarli”. Lo riferisce all’ANSA una testimone libica da Tripoli.

10:51. 40 vittime a Zawia

E’ di 40 morti e decine di feriti il bilancio del bombardamento in corso sulla città di Zawia, 50 chilometri ad ovest della capitale libica Tripoli. I miliziani pro Gheddafi – hanno reso noto testimoni ad un sito arabo – stanno bombardando con i cannoni, e sparando con armi automatiche contro i migliaia di civili che stanno manifestano per strada.

10:49. Scaroni: “Problema forniture gas Italia non si pone”

“Il problema delle forniture di gas per l’Italia è un problema che non si pone”. Lo ha detto l’amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, a margine di una audizione al Copasir.

10:48. Gheddafi si prepara a difendere Tripoli con i mercenari

Il leader libico Muammar Gheddafi sta raccogliendo truppe a Tripoli per difendere la città dai rivoltosi. Secondo il New York Times migliaia di mercenari e brigate speciali di polizia, guidate dai figli del colonnello, starebbero arrivando nella capitale libica e si stanno ammassando nelle vie. Intanto i rivoltosi si preparano alla loro prima dimostrazione nella capitale: un messaggio circola sui telefonici riguardo a una mega protesta per domani.

10:44. Seif al-Islam Gheddafi: “False le notizie su raid aerei

“Sono false le notizie sui raid aerei contro i manifestanti in Libia. E’ quanto ha affermato Seif al-Islam Gheddafi nel corso di una visita effettuata questa mattina alla sede della tv di Stato libica”.

10:43. “Gheddafi pronto a bombardare anche Tajoura”

“La città di Tajoura è circondata. Tra poco si teme un bombardamento anche lì”. Lo riferisce all’Ansa una testimone dalla Libia. “Ci aspettavamo le bombe su Zawia e sono arrivate – prosegue – Temiamo un genocidio, aiutateci”.

10:41, Maroni: “Ue deve applicare principio di solidarietà”

“Abbiamo fatto ieri delle richieste che sono contenute nel documento comune firmato da 6 ministri degli Esteri, dove c’è la costituzione di un fondo straordinario per l’assitenza, al burden sharing”, ma la cosa più importante è che l’Ue applichi “il principio di solidarietà. Quando un paese dell’Ue è in difficoltà, gli altri devono intervenire”. E’ quanto afferma il mionistro dell’Interno Roberto Maroni.

10:33, “Attacco a Tripoli è imminente”

“L’attacco a Tripoli è imminente”: lo racconta all’Ansa un giovane di nome Taha, originario di Bengasi, che si trova asserragliato in casa a Saraj, zona occidentale della città. L’attacco “arriverà dalla tribù dei Warfalla”, aggiunge: “Sono armati e stanno arrivando dalla Cirenaica, da Zenten, da Beni Oualid, da Zawia per liberare la capitale”, conclude Taha.

10:30, Primo bilancio bombe su Zawia è di 7 vittime

E’ di 7 morti e 40 feriti il primo bilancio delle vittime dell’attacco eseguito questa mattina dalle milizie fedeli a Muammar Gheddafi contro i manifestanti che controllano il centro di Zawia, città che si trova 40 chilometri a ovest di Tripoli. Lo riferisce la tv araba Al Jazeera, che cita fonti mediche.

10:29, Troppo caos a Tripoli, Alitalia sospende i voli

Alitalia sospende i voli di linea su Tripoli “a causa dell’aggravarsi della situazione presso l’aeroporto di Tripoli – dove è compromessa la possibilità per i passeggeri di raggiungere i gate d’imbarco, non funzionano i collegamenti telefonici interni e internazionali, sono a rischio le misure di sicurezza e i servizi di handling e di assistenza”. Secondo quanto si legge in una nota, Alitalia fa sapere che i voli sono sospesi “fino a che non saranno ripristinate le necessarie condizioni operative”.

10:28, Zuara, nell’ovest del paese, in mano ai ribelli

I dimostranti anti-regime hanno preso il controllo della città di Zuara, nell’ovest della Libia, a circa 120 km da Tripoli. Lo riferiscono i lavoratori egiziani che sono riusciti ad attraversare il confine con la Tunisia. Secondo le testimonianze, nella città non ci sono agenti e militari, e l’area è controllata da “comitati popolari” armati di armi automatiche.

10:26, In ospedale Zawia ricoverati 50 feriti

Sono 50 i feriti portati finora nell’ospedale di Zawia in seguito all’attacco condotto questa mattina dalle milizie di Muammar Gheddafi contro la città libica. E’ quanto riferiscono fonti mediche locali alla tv araba Al Jazeera’. Secondo altre fonti, citate dalla tv concorrente Al Arabiya, ci sarebbero anche diversi morti.

10:25, Nipote re Idris: “Gheddafi è finito, ha i giorni contati”

“Gheddafi ha perso la testa, vuole terrorizzare la gente di Tripoli ma ormai non controlla più nulla. Sarà una battaglia di giorni, forse di settimane, ma comunque lui è finito”. Ne è convinto Idris al-Senussi, nipote dell’omonimo re di Libia spodestato nel 1969 da Gheddafi.

10:24, La Francia augura a Gheddafi “ultimi momenti” da leader

Il ministro della Difesa francese Alain Juppé si è augurato oggi “di tutto cuore” che Muammar Gheddafi “viva i suoi ultimi momenti da capo di stato” in Libia.

10:20, Arrivate in Tunisia 5mila persone fuggite da Libia

Oltre 5.000 persone in fuga dalla Libia sono arrivate ieri in Tunisia attraverso il principale posto di frontiera di ras jedir, mentre 830 cinesi attendono di varcare il confine. Lo ha riferito alla France Presse il presidente del comitato regionale della Croce Rossa, Monji Slim, presente a Ben Guerdane, vicino alla frontiera tra i due paesi.

10:19, Saad Gheddafi: “Controlliamo l’85% del paese”

“Controlliamo l’85% della Libia”. E’ quanto ha affermato Saad Gheddafi, secondogenito del colonnello Muammar Gheddafi, secondo quanto riferisce la tv satellitare Al Arabiya. “Nella maggior parte delle città del paese la situazione è tranquilla – ha affermato – sono in mano ai manifestanti solo le città sulla costa della Cirenaica”.

10:17, “A Zawia esercito spara anche su medici a lavoro”

“E’ cominciato da più di un’ora il bombardamento di Zawia, con tutti i mezzi, con l’artiglieria pesante. Stanno ammazzando le persone che erano in piazza da giorni, armate con solo qualche fucile, stanno ammazzando anche i medici venuti in soccorso”, racconta una testimone oculare. “C’erano poche persone in piazza, che sono state colte di sorpresa – prosegue -. Gli altri sono usciti quando hanno sentito i bombardamenti e si stanno facendo uccidere come topi in trappola. Ci sono più di 50 feriti, decine e decine di morti, il mondo deve fermare Gheddafi. Sta facendo una strage prima di andarsene via”.

11:19, Fonti mediche: 7mila morti in costante aumento

”La cifra stimata finora dai diversi medici riguardo ai morti in Libia, a seguito delle repressioni del governo di Mummar Gheddafi, è tra i 5.000 e 7.000 morti, ma se il massacro continua si rischia di superare i 10.000 nelle prossime ore”. A riferirlo all’ANSA è il presidente della Comunità del Mondo Arabo in Italia (Comai) Foad Aodi, che è in costante contatto, da Roma, con alcuni testimoni in Libia.

10:11, Il Libano avrebbe vietato l’atterraggio alla nuora di Gheddafi

Secondo l’emittente Al Jazeera le autorità libanesi hanno negato l’atterraggio a Beirut ad un velicolo con a bordo – secondo indiscrezioni – la moglie di uno dei figli di Gheddafi. I libanesi hanno rifiutato l’autorizzazione spiegando di non poter verificare l’identità delle persone a bordo.

10:09, Frattini: “Attacco missilistico Libia è da escludere”

‘L’Italia è in condizioni di prevenire assolutamente ipotesi apocalittiche”, come un lancio di missili sul nostro paese da parte del regime libico del colonnello Gheddafi, “ma è comunque una possibilità che noi escludiamo”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Franco Frattini ad Affaritaliani.it rispondendo alla domanda se esista veramente questa sconvolgente possibilità e se il governo sia preoccupato o in allarme.

10:01, Un ex ufficiale: “A Zawia è in corso un massacro”

A Zawia, nell’ovest della Libia, “è un massacro, ed è difficile stimare il numero di morti”: così un ex ufficiale all’emittente Al Arabiya descrive quanto sta accadendo nella città, dove le forze fedeli a Muammar Gheddafi hanno lanciato stamani una offensiva militare.

09:56, C-130 italiano pronto a ripartire oggi dalla Libia

Il C-130 dell’Aeronautica militare italiana atterrato ieri sera a Tripoli dovrebbe ripartire in mattinata, secondo quanto si è appreso, per rimpatriare alcune decine di italiani ed altri cittadini stranieri. L’imbarco del personale avverrà a Sebha, una località che il velivolo raggiungerà da Tripoli. Subito dopo ci sarà il rientro in Italia.

09:50, Ex ministro libico: “Gheddafi finirà come Hitler”

Muammar Gheddafi si suiciderà “come ha fatto Hitler”: lo prevede il ministro libico dimissionario della Giustizia, Moustapha Abdel Jalil. “I giorni di Gheddafi sono contati. Farà come Hitler, si suiciderà”, ha detto Jalil intervistato dallo svedese Expressen.

09:43, Testimoni confermano bombardamento Zawia

“Le milizie di Gheddafi stanno bombardando Zawia, la stanno massacrando, la gente sta morendo”. Dopo la notizia diffusa da Al Arabiya, ora arriva una conferma anche da una testimone oculare interpelato dall’Ansa.

09:37, La Francia esclude intervento militare in Libia

Il ministro della difesa francese, Alain Juppé, ha escluso oggi l’ipotesi di un intervento militare in Libia contro il regime di Muammar Gheddafi. Ieri, il segretario alla Difesa Usa, Robert Gates, ha dichiarato che Francia e Italia sono i paesi che hanno più risorse per imporre una zona di interdizione del volo sopra la Libia.

09:36, Milizie filo-Gheddafi attaccano città di al-Zawiyah

Le milizie fedeli al colonnello libico Muammar Gheddafi stanno attaccando in queste ore i manifestanti e i rivoltosi che si trovano nel centro di al-Zawiyah, 30 chilometri a ovest di Tripoli. Lo riferiscono testimoni della zona citati dalla tv satellitare Al Arabiya.

09:34, La Russa: “Scelti siti per accoglienza profughi”

La Difesa ha individuato una serie di luoghi dove eventuali profughi potrebbero essere ospitati. Lo ha detto il ministro La Russa intervenendo a canale 5 e precisando di “essere sempre in stretto contatto con il ministro dell’interno”. Nessuna anticipazione sui siti, tranne il fatto che “sono tutti nel centro-sud”, “perché la gente potrebbe allarmarsi, senza ragione peraltro, perché si tratterà comunque di luoghi dove potranno essere ospitate delle persone in assolute condizioni di sicurezza”.

09:22, Opposizione libica chiede sostegno a Google

Il ‘Movimento della gioventù libica’, che partecipa alle proteste di questi giorni contro il colonnello Muammar Gheddafi, ha lanciato una campagna per far scendere in campo al fianco dei manifestanti anche il motore di ricerca Google. Su Twitter e su Facebook il gruppo chiede a Google di cambiare il suo logo in questi giorni, colorandolo di rosso, verde e nero, i colori della precedente bandiera libica, adottata dai rivoltosi come “bandiera dell’indipendenza”. In occasione di anniversari, celebrazioni e ricorrenze di rilevanza internazionale, Google è solito cambiare il suo logo, adottando per un solo giorno o per periodi più lunghi una grafica dedicata all’evento.

09:20, La crisi libica spinge prezzo del Brent a 116,8 dollari

La guerra civile in Libia e le altre Tensioni geopolitiche che scuotono anche alcuni paesi del Golfo Persico fanno volare le quotazioni del petrolio. Il contratto future del Brent, scadenza aprile, ha raggiunto 116,81 dollari al barile, il top dei 30 mesi. Il future del wti, la qualità di petrolio estratta e scambiata in nord america, ha invece raggiunto 101,50 dollari al barile.

09:18, La Russa: “Navi italiane pronte per evacuazione”

“Il movimento particolare di navi, oltre a quelle che abitualmente sono nei nostri mari, è stato determinato dalla volontà di essere pronti a una eventuale evacuazione” di cittadini italiani e non italiani dalla Libia. Lo ha affermato il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, smentendo che la presenza potesse essere legata alla necessità di contrastare la possibile ondata di profughi.

09:15, La Russa: dobbiamo essere pronti a migrazioni bibliche

“Dobbiamo essere pronti a migrazioni bibliche”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, rispondendo ad una domanda sulla crisi in Libia durante la Telefonata di Maurizio Belpietro, su Mattino Cinque.

08:52, Libia, timori per due docenti palermitani

Timori a Palermo per la sorte di due docenti universitari a contratto bloccati in Libia. Carlo Giordano e Daniele Cuffaro lavorano presso il Dipartimento di italianistica a Misurata, città sul golfo della Sirte, dove sarebbero bloccati un centinaio di connazionali. Raggiunti dai microfoni della Rai Sicilia, hanno testimoniato l’estrema difficoltà dello scenario libico dove anche le comunicazioni sono molto difficili. Martedì i due docenti dovevano salire a bordo di un aereo italiano per essere condotti in Italia. Questo pomeriggio alle 17 si terrà un incontro presso l’Accademia libica di Palermo alla quale prenderanno parte i genitori degli insegnanti che chiederanno un maggiore impegno della autorità. Contemporaneamente, Sel ha promosso un sit-in davanti al consolato della Libia di via Libertà: “Sentiamo forte la necessità di testimoniare la nostra vicinanza e solidarietà al popolo della Libia che sta lottando per un futuro migliore, sentiamo forte la necessità di chiedere che il nostro paese si pronunci fortemente e concretamente contro la repressione messa in atto da Gheddafi”.

08:51, Regime libico intima ai rivoltosi di consegnare le armi

Il regime libico ha intimato ai rivoltosi di consegnare le armi, e ha messo taglie sui capi delle proteste, promettendo compensi in denaro a chiunque fornirà informazioni utili in vista della loro cattura. “Chi depone le armi e dà prova di pentimento”, recita un comunicato diffuso attraverso la televisione di Stato dal Consiglio Popolare per la Sicurezza Generale, “sarà esente dall’essere perseguito legalmente. Il Comitato si appella ai cittadini affinchè collaborino, e forniscano informazioni sul conto di coloro che si sono messi alla testa dei giovani, o che li hanno provvisti di denaro, equipaggiamento, oppure di sostanze tossiche e di pillole allucinogene”, prosegue la nota, letta in diretta da un alto ufficiale dell’Esercito. Segue quindi un esplicito invito alla delazione: “Una lucrosa ricompensa monetaria sarà elargita a chiunque dia il proprio contributo, o comunichi informazioni su tali individui”.

08:50, La figlia di Gheddafi appare in tv: “Non sono fuggita”

La figlia del colonnello libico Muammar Gheddafi, Aisha, nota per essere stata uno dei legali del collegio difensivo di Saddam Hussein, è apparsa oggi in tv. La donna, con indosso un velo che le copriva i capelli, è intervenuta sull’emittente di Stato di Tripoli per smentire le voci circolate nei giorni scorsi sui media arabi all’estero. “Dico ai libici – ha affermato – che amo e che mi amano, che io resisto davanti a questa casa distrutta”. Come il padre, anche Aisha ha scelto di farsi riprendere davanti la residenza di Bab al-Aziziya, bombardata dai caccia americani nel 1986. “I libici che mi conoscono sanno bene che io resterò qui come ambasciatrice di buona volontà del popolo libico”. Per i media arabi, Aisha Gheddafi si sarebbe imbarcata ieri su un aereo della Libyan Arab Airlines, a cui è stato vietato l’atterraggio all’aeroporto della Valletta, a Malta. Sul velivolo, un ATR 42, c’erano 14 persone. Le autorità maltesi hanno fatto sapere di aver negato l’atterraggio perchè il velivolo era comparso nello spazio aereo maltese in modo del tutto inaspettato.

08:46, Appello via sms per nuova manifestazione domani

I manifestanti anti-regime pianificano una nuova dimostrazione per domani a Tripoli. Lo scrive il New York Times citando testimoni locali. “C’è un messaggio che sta arrivando su tutti i telefoni cellulari e che annuncia una protesta generale per domani”, ha detto un residente nella capitale libica coperto da anonimato.

08:44, Al Qaeda: pieno appoggio alla rivoluzione

Al Qaeda nel Maghreb islamico (aqmi) ha assicurato il suo pieno sostegno ai manifestanti libici, promettendo di “fare tutto il possibile per sostenere” la rivolta contro il leader libico Gheddafi. “Faremo tutto il possibile per aiutarvi, con il volere di Allah, perché la vostra lotta è la lotta di ogni musulmano che ama allah e il suo profeta”, si legge in un comunicato dall’aqmi rintracciato dal centro usa di controllo dei siti islamici. Nella traduzione in inglese del comunicato non si fa riferimento alla creazione di un emirato islamico da parte di al Qaeda, guidato da un ex prigioniero di Guantanamo, a Derna, nell’est del paese, come sostenuto dal vice-ministro degli esteri libico, Khaled Kaim.

08:42, Al Qaeda: Ghaddafi assassino di innocenti

Il ramo nordafricano di Al Qaida (Aqmi) si schiera a fianco dei dimostranti anti-regime in Libia, e accusa Muhammar Gheddafi di essere un “assassino di innocenti”. Lo riferisce il Site, il gruppo di monitoraggio dei siti estremisti islamici, citando un comunicato dell’Aqmi pubblicato online.

08:41, Migliaia di mercenari africani diretti a Tripoli

Migliaia di mercenari e fedelissimi armati stanno raggiungendo Tripoli nell’apparente tentativo del leader Muammar Gheddafi di assicurare la difesa della capitale libica. Lo scrive il New York Times. Il rais “ha richiamato” le forze speciali guidate dai figli, segmenti dell’esercito fedeli alla sua tribù e i loro alleati, mercenari africani addestrati in questi anni e che hanno probabilmente già combattuto in Sudan, spiega il quotidiano statunitense. La presenza di queste forze è visibile nella capitale, dicono i testimoni citati dal Nyt: “Sembra la Somalia”, dozzine di posti di blocco sono stati istituiti sulle strade principali da mercenari e uomini in borghese. “Chiedono non solo i documenti, ma anche di dimostrare il proprio sostegno a Gheddafi, altrimenti sono problemi”, ha raccontato un testimone.

08:41, Mauritania, studenti in piazza contro Ghaddafi

Decine di studenti dell’Università di Nouakchott, capitale della Mauritania, hanno manifestato e “espresso la loro collera”, contro le repressioni in atto in Libia. Gli studenti, in un primo momento, hanno tentato di distruggere l’unità dei “libri verdi” costruita con i finanziamenti del colonnello libico, senza però riuscirci. La manifestazione, poi, si è diretta verso la rappresentanza diplomatica di Tripoli dove sono stati gridati slogan contro Gheddafi. I deputati mauritani, dal canto loro, hanno letto versetti del Corano in memoria delle vittime di una repressione che hanno definito “barbara”.