Libia, Jalil: “La sharia islamica sarà la base del nostro ordinamento”

Pubblicato il 23 ottobre 2011 18:39 | Ultimo aggiornamento: 23 ottobre 2011 19:02

BENGASI, 23 OTT – Il numero uno del Consiglio di transizione libico, Mustafa Abdel Jalil, si e’ inginocchiato oggi in preghiera subito dopo avere presenziato alla cerimonia di proclamazione della liberazione della Libia, che si e’ tenuta a Bengasi. Jalil ha promesso che la legge islamica sara’ rafforzata.

”Come nazione musulmana la sharia e’ alla base della nostra legislazione, pertanto ogni legge che contraddica i principi dell’Islam non avra’ valore”, ha detto.

Jalil ha poi ringraziato le Lega Araba, le Nazioni Unite e l’Unione europea per l’aiuto e il supporto dato nel conflitto e che ha portato alla morte di Muammar Gheddafi. ”Tutti i martiri, i civili e l’esercito hanno atteso questo momento. Adesso si trovano nel migliore dei posti, il paradiso eterno”.

Davanti a decine di migliaia di libici che hanno riempito una delle piazze principali di Bengasi in occasione della festa odierna, il presidente del Cnt ha concluso affermando che ”la rivoluzione e’ iniziata come pacifica, per poi divenire violenta”.

Sempre oggi il vicepresidente del Cnt, Abdul Hafiz Ghoga, ha garantito che ”il popolo libico, dopo aver costituito uno stato di diritto, come primo atto assicura al mondo che rispettera’ tutte le intese firmate in base a standard internazionali”.

In aggiunta, ha detto Ghoga, ”confermiamo la nostra determinazione a rispettare i reciproci interessi e a cooperare con tutti i Paesi, in particolare con tutti i vicini della Libia”. ”Entriamo in una nuova fase che chiede maggiore senso responsabilita’ da parte di tutti – ha concluso – Lunga vita alla Rivoluzione. Lunga vita alla Libia”.

Il numero uno del Cnt Jalil ha chiesto alla folla a Bengasi ”perdono, tolleranza e riconciliazione” e ha invocato ”il rispetto della legge”, assicurando che ”stiamo organizzando la sicurezza nazionale e un esercito nazionale che proteggera’ i confini e la nazione”.