Libia. Raid Nato senza bombardieri e missili Usa

Pubblicato il 5 Aprile 2011 19:29 | Ultimo aggiornamento: 5 Aprile 2011 19:43

NEW YORK – Via i bombardieri ed i missili Usa: i raid aerei della Nato in Libia si stanno svolgendo senza aerei da combattimento americani, senza cioe’ i micidiali AC-130 e A10 Thunderbolts, e soprattutto senza i famigerati missili da crociera Tomahawk che in pochi giorni erano stati in grado di distruggere oltre un quinto delle istallazioni contraeree libiche. Come ha confermato il Pentagono in serata a Washington, dalla mezzanotte di ieri ora italiana gli Usa hanno ritirato, come preannunciato dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama in un intervento televisivo, tutti gli aerei da combattimento dalle operazioni in Libia, dopo avere accettato di prorogare il proprio impegno in questo senso di 48 ore, su richiesta esplicita della Nato. Il capitano Darryn James, un portavoce del ministero della Difesa, ha sottolineato però che gli Stati Uniti sono pronti ad intervenire ”nel caso in cui la Nato lo chiedesse” di nuovo La scorsa settimana, la richiesta dell’Alleanza Atlantica era stata giustificata dal maltempo che ha colpito la Libia, limitando il numero degli interventi atlantici.

Gli aerei americani continueranno a fornire appoggio alla Nato, ma di carattere logistico e per rifornire in volo i caccia degli altri paesi della coalizione. Ora che le strutture militari libiche sono state danneggiate al 30%, gli AC-130, gli A-10 ed i Tomahawk appaiono meno decisivi di prima, perche’ gli obiettivi da colpire sono strutture nascoste o che si trovano in mezzo alle popolazioni civili, impedendo di bombardare. Secondo il brigadiere generale Mark Van Uhm, responsabile per le operazioni alleate, la missione ”ha gli asset di cui ha bisogno”, mentre sempre da Bruxelles un ufficiale Nato conferma che il ritiro degli aerei Usa non danneggia la missione, perché ”in questa fase abbiamo più bisogno di interventi di ricognizione che non di attacchi aerei”.. A Washington, intanto, si tracciano i primi bilanci.

Per l’aeronautica Usa, la fattura ha toccato i quattro milioni di dollari al giorno, per un totale di circa 75 milioni, come ha indicato il segretario alla Us Air Force, Michael Donley. Con il ritiro degli aerei da combattimento Usa, la cifra non dovrebbe lievitare più di tanto.