Libia rivede tutti i contratti con aziende straniere. Ed esclude quelle turche

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Febbraio 2015 12:15 | Ultimo aggiornamento: 24 Febbraio 2015 12:15
Libia rivede tutti i contratti con aziende straniere. Ed esclude quelle turche

Il premier libico Abdullah al Thani

TRIPOLI –  Il governo libico riconosciuto di Tobruk ha deciso di “rivedere tutti i contratti con le aziende straniere” e di “escludere le compagnie turche dalla possibilità di operare nel Paese”. A dirlo è un comunicato dell’esecutivo, che accusa Ankara di sostenere le milizie islamiche (ma non Isis) che hanno preso il potere a Tripoli.

Sempre dalla Libia arriva la notizia, riferita dall’agenzia Ansa, che il sito di armi chimiche di Ruwagha

“è al momento ancora sicuro e non vi è stato alcun accesso” non autorizzato. Lo assicura la rappresentanza della Libia all’Opac (l’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche), legata al governo riconosciuto di Tobruk, secondo quanto riferiscono fonti qualificate. A protezione del sito, vi sono una quarantina di soldati delle forze regolari.

Nel sito di Ruwagha, nella provincia centrale di Jufra, nel Fezzan, Muammar Gheddafi concentrò tutto il suo programma di armi chimiche, poi dichiarato all’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche in base all’adesione nel 2004 alla Convenzione sulle armi chimiche. Dopo il completamento della distruzione dell’arsenale chimico più pericoloso (categoria 1) nel febbraio 2014, restano a Ruwagha 846 tonnellate di ‘precursori’ (categoria 2), di cui 27 tonnellate di agenti chimici estremamente pericolosi in quanto composti base per il gas nervino Soman”.