Libia minaccia il rilascio di tutti i migranti detenuti. Sono 7mila, una bomba umanitaria

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 luglio 2019 18:41 | Ultimo aggiornamento: 4 luglio 2019 20:25
Libia minaccia il rilascio di tutti i migranti detenuti. 7mila, una bomba umanitaria

Libia minaccia il rilascio di tutti i migranti detenuti. 7mila, una bomba umanitaria

ROMA – La strage al campo profughi libico ha fatto da detonatore alla bomba umanitaria che sta per esplodere, con 7mila disperati pronti a salpare verso l’Europa.

I 40 morti di ieri nel campo di detenzione per i migranti clandestini africani a Tajoura lo avevano abbondantemente annunciato: il tappo libico sta per saltare, il governo Sarraj ha annunciato di valutare la chiusura degli hot spot quei centri di detenzione che posti sicuri non sono davvero più, se lo sono mai stati.

7mila persone disponibili da subito a farsi carne da sbarco verso un’Europa indecisa a tutto, questi i numeri più attendibili. In Libia la guerra civile è ormai conclamata, si combatte anche un conflitto per procura delle grandi potenze, i migranti usati come armi di ricatto e pressione, un rubinetto che si apre a comando. Il massacro di Tajoura è servito a far precipitare la situazione.

5 x 1000

Fino a 7mila nei centri in Libia. Dovrebbe riguardare 6-7000 persone, di cui 3.000 a Tripoli, l’eventuale chiusura dei centri di detenzione per migranti in Libia che il governo del premier Fayez al-Sarraj sta valutando secondo quanto rivelato dal ministero dell’Interno libico: è quanto emerge da fonti informate e da una recente stima fornita dall’Oim, l’Organizzazione internazionale per le migrazioni.

“Normalmente ci sono sei-settemila persone nei centri”, ha detto all’ANSA una fonte informata a Tripoli riferendosi ai numeri che, “comunemente, vengono forniti per tutta la Libia”.

Inclusi i poco più di 600 fino a ieri rinchiusi Tajoura, il centro colpito dal raid aereo che l’altra notte ha fatto decine di vittime, sono “circa 3.000 i migranti e rifugiati detenuti arbitrariamente dentro e intorno a Tripoli”, aveva segnalato ieri un comunicato dell’Oim affermando che “questi centri devono essere chiusi”. 

Sarraj: “Non  possiamo difendere i migranti”. “Il governo di accordo nazionale al momento sta considerando la chiusura dei centri e il rilascio dei migranti illegali per tutelare le loro vite e della loro sicurezza”, si afferma in un post sulla pagina Facebook del ministero libico che riferisce su un incontro avuto dal ministro dell’Interno con il coordinatore umanitario dell’Onu in Libia, Maria Ribeiro.

“Il Governo di accordo nazionale è tenuto a proteggere tutti i civili, ma il fatto che vengano presi di mira i centri di accoglienza da aerei F16 e la mancanza di una protezione aerea per i migranti clandestini” nei centri stessi, sono tutte cose “al di fuori della capacità del governo”. 

Il nemico Haftar: “Pronti a cooperare al rilascio”. Il sedicente esercito nazionale libico (Lna) di cui Khalifa Haftar è comandante generale “è pronto a cooperare” per un’ “uscita immediata” dei migranti dai centri di detenzione. Lo afferma un post pubblicato sulla pagina Facebook del portavoce del Comando generale dello stesso Lna, Ahmed al-Mismari, rinnovando l’accusa che le forze governative userebbero i migranti come “scudi umani”. (fonte Ansa)