Libia, al vertice dei quattro Grandi nessuno invita Berlusconi

Pubblicato il 28 Marzo 2011 21:25 | Ultimo aggiornamento: 28 Marzo 2011 21:27
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(Foto Lapresse)

ROMA –  Il presidente francese Nicolas Sarkozy, quello americano Barack Obama, il premier britannico David Cameron e la cancelliera tedesca Angela Merkel hanno tenuto questa sera una videoconferenza sulla situazione libica, alla vigilia del Gruppo di contatto a Londra. E il premier italiano Silvio Berlusconi dov’era? Di certo non era “videocollegato” con i quattro leader. No, perché non è stato invitato.

Chi invece non si è fatto desiderare è il ministro più direttamente coinvolto, Franco Frattini. Mentre il quartetto Sarkozy-Obama-Merkel-Cameron discuteva delle strategie del dopo Gheddafi, il numero uno della Farnesina era in quella che forse per l’Italia è oramai diventata la prima camera del Parlamento: la televisione.

Più precisamente, Frattini era a Otto e mezzo, programma su La7 condotto da Lilli Gruber. E qui ha potuto dire che il mancato invito dell’Italia alla videoconferenza non era di alcuna importanza. Il comando della missione navale, ospitare a Napoli il comando Nato delle operazioni, essere nel ristretto gruppo di contatto sulla Libia: questo sì che conta, secondo il ministro.

Quando Gruber ha provato a insinuare nella mente dell’interlocutore il dubbio che per tanti italiani è certezza, e cioè che forse Berlusconi non è stato invitato perché i rapporti ambigui con Gheddafi pesano, il ministro ha scacciato l’idea come una mosca fastidiosa ma assolutamente innocua: secondo lui l’assenza del premier non ha alcuna importanza. ”Nessuno schiaffo” subito dall’Italia dall’esclusione alla videoconferenza, ha detto.

“L’Italia non sente affatto la sindrome dell’esclusione”. Ma appunto, la diplomazia è una cosa, il sentimento diffuso un’altra.

”Non stanno decidendo niente”, ha aggiunto Frattini sui quattro riuniti per la videoconferenza. Questa mattina ”mi hanno detto che ci sarebbe stato un tentativo di coinvolgere la Germania”, ha aggiunto Frattini, evidenziando che ”l’Italia non è per niente isolata”.

Se questa è la certezza del ministro è anche la speranza di molti italiani, soprattutto se abitanti di Lampedusa. Il senso di abbandono da Roma, dalle istituzione, per un’isoletta di 20 km quadrati sommersa da 7mila nuovi arrivati, è forte. Se ora ci fosse la conferma che l’Italia è abbandonata anche dalla comunità internazionale sarebbe un altro, forse insostenibile, colpo.