L’attentatore di Lockerbie, 270 morti, è in stato comatoso e in fin di vita

Pubblicato il 29 agosto 2011 13:39 | Ultimo aggiornamento: 29 agosto 2011 13:40

Abdel al-Megrahi

TRIPOLI, LIBIA – Abdel Basset al-Megrahi, l’ex-agente dei servizi segreti libici organizzatore dell’attentato di Lockerbie, in Scozia, che fece esplodere il volo 103 della Pan Am causando la morte di 270 persone, è in stato comatoso e vicino alla morte, a quanto rivela la Cnn.

Si porterà nella tomba tutti i segreti del tremendo attentato terroristico. Nella sua lussuosa villa di Tripoli Al-Megrahi, corroso dal cancro e mantenuto in vita con fleboclisi e ossigeno, è probabilmente l’ultima persona in vita, scrive la Cnn, che sa esattamente chi nel governo libico autorizzò l’attentato.

Condannato all’ergastolo, Al-Megrahi, 59 anni, è stato liberato per ragioni umanitarie da una prigione in Scozia nel 2009 dopo esservi rimasto otto anni perchè i medici che lo curavano per un cancro alla prostata ritenevano che non avesse più di tre mesi di vita. E’ invece vissuto molto più a lungo.

Rientrato a Tripoli è stato accolto come un eroe, suscitando la collera degli Stati Uniti e della Gran Bretagna. Dopo la caduta di Muammar Gheddafi, molti politici a Washington e Londra hanno chiesto che il terrorista fosse nuovamente imprigionato.

Ma il Consiglio Nazionale di Transizione (NTC) dei ribelli che hanno rovesciato Gheddafi ha annunciato che non consentirà l’estradizione di Al-Megrahi in fin di vita. ”Non consegneremo nessun cittadino libico all’Occidente”, ha affermato il ministro della giustizia dell’NTC.

Al-Megrahi, che ha sempre mantenuto la sua innocenza, è comparso in pubblico con Gheddafi lo scorso luglio su una sedia a rotelle. Dopo la caduta di Tripoli è stato privato dell’assistenza medica ed attualmente si occupano di lui la madre e il figlio, Khaled al-Megrahi. Questi ha dichiarato che suo padre è stato completamente abbandonato e che sono anche state tagliate le linee telefoniche.