Marea nera, per le trivellazioni off-shore Bruxelles chiede più controlli ma nessuna moratoria

Pubblicato il 13 Ottobre 2010 14:54 | Ultimo aggiornamento: 13 Ottobre 2010 15:48

Dopo il disastro ambientale per l’esplosione della piattaforma della Bp nel Golfo del Messico, la Commissione Ue chiede regole più rigide e maggiori controlli per le trivellazioni offshore, ma la proposta che ha presentato il 13 ottobre il commissario all’Energia Gunter Ottinger non fa cenno alla moratoria per le attività in corso, come invece era stato previsto in un primo momento.

Secondo fonti di Bruxelles, a far cadere la proposta di bloccare le trivellazioni è stata l’opposizione della Gran Bretagna – Paese della Bp, la più grande compagnia petrolifera europea – che attraverso il vicepresidente della Commissione, Catherine Ashton, ha messo il veto sulla parola ‘moratoria’.

La comunicazione presentata il 13 ottobre dalla Commissione europea prevede la ”sospensione delle autorizzazioni” a trivellare solo per le nuove piattaforme, e non per quelle già funzionanti – oltre 900 – nonostante siano proprio quelle che preoccupano Bruxelles.

”Benché siano già soggette ad una serie di norme dell’Unione europea, restano alcune lacune, e se si verificasse un incidente come quello del Golfo del Messico le conseguenze per gli Stati membri sarebbero gravi”, si legge nella comunicazione.

Per il commissario Ottinger, però, fermare le attività di estrazione delle piattaforme attive ”sarebbe più difficoltoso e ci renderebbe più dipendenti dalle importazioni”.

La Commissione propone quindi oggi norme su prevenzione, misure d’emergenza e responsabiltà finanziaria. Per concedere nuove licenze di trivellazione, ha spiegato il commissario Ottinger, ”gli Stati dovranno accertarsi che le compagnie abbiano elevati standard di sicurezza, un piano d’emergenza e i mezzi finanziari per risarcire eventuali danni ambientali in caso d’incidente”.

Degli oltre 900 impianti offshore operativi nell’Ue, 486 si trovano nel Regno Unito, 181 in Olanda, 123 in Italia, 61 in Danimarca, 7 in Romania, 3 in Polonia e 2 in Germania, Irlanda e Grecia. E anche Cipro e Malta prevedono di intraprendere, a breve, attività di trivellazione.