Prove di terza guerra mondiale: Pechino contro marines Usa in Australia

Pubblicato il 17 Novembre 2011 11:22 | Ultimo aggiornamento: 17 Novembre 2011 11:23

Barack Obama e Julia Gillard (Foto Lapresse)

ROMA – Duecentocinquanta marines americani in Australia rischiano di scatenare la terza guerra mondiale. La Cina non apprezza la mossa decisa dal presidente statunitense Barack Obama: “Intensificare ed espandere le alleanze militari nella regione non è decisamente appropriato e può non essere nell’interesse delle nazioni di quest’area”, ha fatto sapere il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Liu Weimin.

I soldati statunitensi si dovrebbero trasferire nella base di Darwin, nella parte settentrionale del continente australiano, a partire dal 2012, e sono destinati a diventare 2500 entro il 2017. Allo stesso tempo la Royal Navy australiana aumenterà i porti di attracco e rifornimento per le portaerei americane destinate ad operare nella regione.

La presenza militare è stata decisa di comune accordo dal presidente americano Barack Obama e dal governo australiano di Julia Gillard. Per Washington si tratta di un importante riassetto nella regione, perché sin dalla seconda guerra mondiale basi e soldati a stelle e strisce erano concentrati unicamente in Corea del Sud e Giappone, quindi nel Pacifico settentrionale, e non in quello meridionale.

Un allargamento di controllo che fa il paio con il sostegno assicurato dal segretario di Stato Usa Hillary Clinton  alle Filppine nella disputa sui confini marittimi con la Cina. E con la risposta a Pechino data dal consigliere di Obama sulle questioni strategiche Ben Rhodes: “Non è solo una decisione del tutto appropriata, ma si tratta anche di un passo importante al fine di confrontare le sfide del futuro per la regione dell’Asia-Pacifico”.