Marò, ambasciatore Mancini ostaggio in India? Corte Suprema: “Non lasci Paese”

Pubblicato il 14 Marzo 2013 9:55 | Ultimo aggiornamento: 14 Marzo 2013 11:27
Marò, India trattiene ambasciatore Mancini. Corte Suprema: "Non può lasciare Paese"

L’ambasciatore italiano in India, Daniele Mancini (Foto Lapresse)

NEW DELHI – Dopo il mancato rientro a New Delhi dei due marò, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, l’India trattiene l’ambasciatore italiano Daniele Mancini. La Corte Suprema di New Delhi ha chiesto al diplomatico di non lasciare il Paese fino a nuovo ordine e ha invitato il governo italiano (e dunque l’ambasciatore) a fornire spiegazioni sulla decisione presa entro il 18 marzo.

Mancini ”non può lasciare l’India senza l’autorizzazione della Corte Suprema prima dell’udienza fissata dalla stessa per il 19 marzo”. Lo ha detto all’Ansa l’avvocato Dilijeet Titus, responsabile dello studio legale che assiste i marò. Il governo indiano ha assicurato che farà rispettare l’ordinanza con cui la Corte Suprema ha chiesto all’ambasciatore Mancini di non lasciare il paese in attesa dell’ udienza (19 marzo). Il ministro degli Esteri Salman Khurshid, ha dichiarato che ”ci atterremo a quanto disposto dalla Corte nel massimo interesse del nostro Paese e del nostro sistema giudiziario”.

Nelle ultime era circolata l’ipotesi non solo dell’espulsione del diplomatico italiano, ma anche che il governo indiano fosse pronto a non riconoscergli l’immunità diplomatica. Giovedì il ministro degli Esteri, Salman Kurshid ha incontrato il premier, Manmohan Singh, nella sua residenza per discutere della questione.

Era stato il Procuratore Generale G E Vahanvati a portare la questione dinanzi ai giudici sostenendo che, il mancato ritorno dei marò, era stata “una violazione dell’impegno assunto dinanzi all’Alta Corte” e rilevando “che il governo è estremamente preoccupato”. Anche il leader del partito d’opposizione, Janata Patry, Subramanian Swamy, aveva chiesto un’azione contro l’ambasciatore italiano per oltraggio alla Corte.

Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, cui i giudici avevano concesso di rimpatriare per le elezioni politiche dello scorso 24-25 febbraio, dopo che l’ambasciatore Mancini aveva assicurato che sarebbero tornati indietro, sono rimasti in Italia. La licenza scade il 22 marzo.