Medio Oriente/ Obama riceve Netanyahu a Washington. Sullo sfondo politiche divergenti

Pubblicato il 18 maggio 2009 14:53 | Ultimo aggiornamento: 18 maggio 2009 22:06

Il presidente Barack Obama e il premier israeliano Benjamin Netanyahu si sono incontrati alla Casa Bianca in un momento in cui Washington e Tel Aviv sono in disaccordo su come raggiungere la pace in Medio Oriente.

Le divergenze tra i due governi sono emerse con grande chiarezza durante la conferenza stampa congiunta, fatta in contemporanea da Obama e Netanyahu, con l’effetto di rendere più evidenti i contrasti.

Due i punti principali. Uno è la creazione di uno stato indipendente palestinese, che è uno degli obiettivi principali del governo Obama. Netanyahu ha parlato di autonomia amministrativa dei palestinesi, ma non di indipendenza.

Altro punto critico sono i rapporti con l’Iran. Gli israeliani sono molto scettici che se ne possa cavare qualcosa di buono; Obama ha detto di non avere una particolare fretta, ma che conta comunque in un risultato concreto entro la fine dell’anno.

Una analisi dei rapporti tra Usa e Israele era stata pubblicata sul suo sito internet dalla rivista Time, secondo la quale l’amministrazione Obama resta impegnata, come le precedenti, a garantire la sicurezza di Israele, ma le sue idee su come perseguire quell’obiettivo sono notevolmente diverse da quelle del ”falco” Netanyahu.

Per Netanyahu di fondamentale importanza è l’urgenza del problema rappresentato dal programma nucleare iraniano, mentre la questione di uno stato palestinese, sostenuto da Obama ma non dal premier israeliano, non è di immediato interesse, come poi è stato confermato nell’incontro dei due leaders con i giornalisti lunedì sera.

Inoltre, scrive Time, l’intenzione di Netanyahu di tralasciare la questione dei colloqui di pace coi palestinesi in favore di problemi come i confini e gli insediamenti israeliani lasciano presagire una strada in salita nei rapporti tra Stati Uniti e Israele.

Che l’Iran sia la preminente preoccupazione di Netanyahu lo ha confermato il suo consigliere per la sicurezza nazionale, Uzi Arad. «Riguardo all’Iran noi avvertiamo una grande urgenza», ha detto Arad, «e nei colloqui con Obama il premier sottolineerà con forza questa urgenza». Arad ha aggiunto che un Iran dotato di armi nucleari «è una minaccia all’esistenza stessa di Israele».

E mentre Obama cerca di migliorare le relazioni con l’Iran per vie diplomatiche, i leader israeliani non hanno escluso attacchi militari contro Teheran se gli sforzi della diplomazia dovessero fallire.

Per Obama invece la continua espansione degli insediamenti israeliani e l’intenzione di Tel Aviv di estendere il suo controllo sulla parte orientale di Gerusalemme, che i palestinesi vorrebbero come capitale del loro Stato, sono fattori potenzialmente «distruttivi» della stabilità regionale, ma per  il premier israeliano invece condividere Gerusalemme coi palestinesi è irrealistico.

Altro argomento su cui tra i due interlocutori non c’è accordo, rileva Time, è il blocco israeliano della striscia di Gaza. Obama vuole la sua fine, mentre Netanyahu è intenzionato a prima annientare Hamas una volta per tutte.