La Merkel appoggia la Cina nella “guerra dei cambi” contro gli Usa

Pubblicato il 10 Novembre 2010 14:20 | Ultimo aggiornamento: 10 Novembre 2010 14:20

Continua la battaglia Usa-Cina sui cambi, proprio alla vigilia del G20 di Seul.Pechino critica l’iniziativa della Federal reserve di immettere liquidità per comprare titoli pubblici Usa. E stavolta anche in Europa qualcuno è d’accordo, in primis la cancelliera tedesca Merkel.

Secondo Stefania Tamburello del Corriere della Sera:  “Il vicegovernatore della Banca centrale di Pechino Ma Delun ieri infatti ha lanciato un nuovo attacco contro l’iniziativa presa dalla Federal Reserve americana di immettere liquidità per comprare titoli pubblici del Tesoro Usa. Washington usa la politica del «denaro facile» che rischia di «destabilizzare l’economia globale» creando una «bolla speculativa», ha infatti detto Ma (per nulla ammorbidito dall’augurio alla Cina di un futuro «prospero e vincente» fatto da Barack Obama) puntando il dito sull’obiettivo di indebolire il dollaro e rilanciare le esportazioni per risollevare i destini dell’economia Usa”.

“La Cina non è da sola, in realtà, ad attaccare la mossa della Fed che non è piaciuta anche ad altri Paesi emergenti e all’Europa, con Germania e Francia in particolare. Ma ha un ruolo tutto suo nelle discussioni al G20. E così non potrà passare inosservato a Seul il fatto che ieri lo yuan si sia apprezzato sfiorando la punta massima di 6,64 sul dollaro: un segnale per schivare a sua volta le accuse di Washington che chiedono a Pechino di fare un passo indietro, di rafforzare lo yuan e allentare così i flussi delle esportazioni. Il tema delle monete si riverserà dunque sul vertice di Seul che si aprirà domani con una cena dei leader, a cui forse non parteciperà il presidente francese Nicolas Sarkozy il quale arriverà il giorno dopo portandosi dietro proprio una proposta forte in campo valutario”.

“L’ambiziosa riforma dei rapporti tra i cambi, di un nuovo sistema monetario, che dopo averla presentata, terrà però per sé per la sua presidenza del G20, che inizierà, per durare un anno, subito dopo l’incontro di Seul. «Sui temi monetari noi siamo in favore di azioni collettive e coordinate. È questa la condizione necessaria affinché le misure prese siano efficaci», ha intanto chiarito il ministro francese delle Finanze, Christine Lagarde. Più dura e polemica verso gli Stati Uniti e la Fed la cancelliera tedesca Angela Merkel: «Una politica che punta su una moneta svalutata artificialmente e su conseguenti vantaggi per l’export è miope e alla fine danneggia tutti». Il presidente sudcoreano, Lee Myung-bak punterà quindi a rendere più concreto l’avvio del percorso disegnato due settimane fa dai ministri delle Finanze e dai governatori delle banche centrali del G20 per definire parametri di riferimento cui legare il riequilibrio dei deficit e dei surplus commerciali, che poi sono alla base dell’altalena valutaria, della instabilità e della crescita mondiale a due velocità”.

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“I paesi del G20 devono «prevenire le guerre commerciali e sventare il pericolo maggiore del protezionismo» ha detto ieri la cancelliera tedesca Angela Merkel. Le decisioni concrete a Seul comunque non mancheranno: è infatti arrivata al verdetto finale la riforma sulle regole della finanza in particolare quelle che rendono più severi i limiti di capitale per le banche (Basilea 3) e sono all’esame del G20 i meccanismi di intervento per impedire che in futuro le difficoltà delle istituzioni finanziarie più grandi provochino lo sconquasso dei mercati, messi a punto dal Financial stability board, presieduto dal governatore Mario Draghi”.