Messico: liberalizzati i matrimoni e le adozioni per le coppie gay

Pubblicato il 11 Febbraio 2010 18:09 | Ultimo aggiornamento: 11 Febbraio 2010 18:09

Angela Alfarache e Ivonne Cervantes si sono conosciute 15 anni fa ad una festa e da allora non si sono mai lasciate. Quando sei anni fa è nata la loro figlia Costanza, sono diventate una famiglia, una famiglia che la legge messicana non riconosce. Solo la madre biologica di Costanza – la coppia non dice quale delle due l’ha fatta nascere perché entrambe, rivendicano, sono madri nella stessa misura – è il genitore legale secondo la legge del paese.

Ancora qualche settimana, e questo cambierà, almeno in una parte del Messico. Una nuove legge di Mexico City entrerà in vigore il 4 marzo e permetterà alle coppie omosessuali di sposarsi e adottare bambini. Questa misura fa balzare la capitale messicana all’avanguardia del movimento per i diritti dei gay.

Come era prevedibile, non appena la legge è passata il 22 dicembre un’agguerrita opposizione è cominciato. Nella sua ultima omelia dell’anno, il cardinale di Mexico City Norberto Rivera Carrera ha detto che «oggi la famiglia è sotto attacco nei suoi fondamenti a causa dell’equivalenza tra le unioni omosessuali e il matrimoni tra uomo e donna».

Anche il presidente del Messico, Felipe Calderon, si è schierato contro l’iniziativa, sostenendo che la Costituzione definisce il matrimonio unicamente come unione tra uomo e donna. L’avvocatura dello stato ha dunque presentato un ricorso alla Corte Costituzionale, sostenendo che la legge viola una clausola costituzionale che protegge la famiglia.

Sotto l’attuale amministrazione di sinistra, Mexico City ha modificato la percezione della famiglia nel paese. La giunta della città ha legalizzato l’aborto nei primi 12 mesi di gravidanza, semplificato la complessa legislazione sul divorzio, riconosciuto le unioni civili.

Il sindaco della città, Marcelo Ebrard, ha così lanciato una scommessa politica che deve portarlo a correre come candidato per le presidenziali del 2012. Espandendo le libertà civili, Ebrard si è mostrato sotto le vesti di un riformatore. Se questa posizione crea consensi nella più aperta capitale messicana, è per contro probabile che trovi poca risonanza nelle campagne, dove la Chiesa Cattolica gioca un’influenza capitale.