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Messico, passa la legge antiproibizionista. Liberi anche il consumo di eroina e cocaina. L’Argentina aveva legalizzato la marijuana

Pubblicato il 27 Agosto 2009 9:42 | Ultimo aggiornamento: 27 Agosto 2009 16:06

203813_MXMU108_APIl Messico ha scelto di depenalizzare il possesso di stupefacenti. Non solo per le droghe leggere come hashish e marijuana ma anche di sostanze come cocaina ed eroina. Tutto, secondo il Governo, per combattere i narcotrafficanti.

Così, per i consumatori messicani, sarà consentito avere fino a cinquanta milligrammi di cocaina, cinque grammi di marijuana, 40 milligrammi di anfetamina, due grammi di oppio o 50 milligrammi di eroina.

Il principio della nuova legge, approvata dopo un lungo dibattito grazie ad un voto trasversale, è quello di allentare la morsa sui “pesci piccoli” per concentrarsi esclusivamente sui grandi cartelli di narcotrafficanti.

Per il tossicodipendente trovato tre volte in possesso di stupefacenti, però, scatterà l’obbligo di un iter di disintossicazione in strutture stabilite dal Governo.

In un Paese in cui, ogni anno, 100.000 persone vengono arrestate e rilasciate per consumo di droga, la questione dei narcotrafficanti è divenuta centrale. La nuova legge, di fatto, sancisce il fallimento delle politiche severamente proibizioniste che, in alcuni casi, e senza risultati significativi, avevano visto impiegato anche l’esercito. I narcotrafficanti continuano a commerciare e a scontrarsi tra loro, sostanzialmente indisturbati.

La legislazione introduce anche il concetto di vendita al dettaglio: chi viene trovato con l’equivalente di non più di mille dosi minime sarà giudicato dal foro locale e non da quello federale, competente solo per i casi di grandi narcotrafficanti.

La norma, però, è stata duramente criticata da alcune organizzazioni non governative che dubitano dei giudici locali, ritenuti troppo benevoli nei confronti dei boss che operano nella loro giurisdizione.

Anche l’Argentina legalizza la marijuana, ma solo per uso personale. Lo ha stabilito è stata la Corte Suprema dello stato sudamericano, che così facendo prova a combattere il traffico di droga controllato dalla criminalità organizzata. La corte ha stabilito che è incostituzionale perseguire chi faccia un uso privato di marijuana.

Molto “liberal” la motivazione della sentenza: «Ogni adulto è libero di decidere per la sua vita senza l’intervento dello Stato. Lo Stato non può stabilire cosa è morale e cosa non lo è».

Contro la decisione si sono scagliate la Chiesa e le associazioni delle famiglie dei tossicodipendenti, preoccupate che la nuova legge farà aumentare il consumo di droghe, anziché limitarlo, sulla base di uno studio che ha rivelato come in Argentina l’uso di stupefacenti fra la popolazione dai 12 ai 64 anni sia aumentato al 6 per cento nel 2006 dall’1,9 per cento di due anni prima.