Missili nucleari: dopo 30 anni saltano i patti. Tornano rampe a terra in Europa

di Riccardo Galli
Pubblicato il 22 ottobre 2018 10:54 | Ultimo aggiornamento: 22 ottobre 2018 10:54
Missili nucleari, il ritorno: dopo 30 anni saltano i patti. Tornano rampe a terra in Europa

Missili nucleari: dopo 30 anni saltano i patti. Tornano rampe a terra in Europa (foto d’archivio Ansa)

ROMA- Missili nucleari, missili che portano testate nucleari: dopo 30 anni saltano i patti. Saltano i patti tra Usa e allora Urss che questi missili li limitavano nel numero e ne mandarono a migliaia alla demolizione. Era il 1987, erano Reagan e Gorbaciov. Firmarono patto che eliminava i missili nucleari che partivano da terra e colpivano in un raggio corto (500/1000 chilometri) e a medio raggio (1000/5000 chilometri).

Significava e significò una deforestazione della rampe missilistiche in Europa: niente più SS 20 sovietici e Pershing e Cruise americani nelle basi dei paesi del Patto di Varsavia e della Nato. Vennero distrutti 2692 missili di questo tipo, 1846 sovietici e 846 americani. L’Europa intesa come spazio geografico, il continente diventò meno armato e più sicuro, comunque non privilegiato e primo teatro di scambio di colpi nucleari.

E’ durata trenta anni, adesso va a finire. Donald Trump ha annunciato che gli Usa usciranno dall’intesa, non rispetteranno più il patto. L’accusa alla Russia (l’Urss non c’è più) è di aver violato il trattato con il missile SSC-8 e di aver messo in linea vettori nucleari basati a terra per mettere paura a Polonia, Ucraina, Repubbliche Baltiche e a tutti gli altri paesi una volta appunto controllati dall’Urss.

Finora gli Usa avevano minacciato e ammonito. Ma non agito. Soprattutto perché gli alleati occidentali, Germania, Francia e Italia soprattutto, non erano certo entusiaste del veder ripartire e reimpiantare il riarmo nucleare in casa. Trump ha deciso che gli europei se ne faranno una ragione di eventuali nuovi missili in casa.

Gli Usa scelgono quindi il riarmo nucleare a corto e medio raggio. Anche perché la Cina, che non aveva mai firmato l’intesa dell’87 tra Reagan e Gorbaciov in questi trenta anni  di missili di questo tipo se ne è dotata senza limitazioni. Sul teatro asiatico e non quello europeo. Ma questo aggiunge voglia a voglia Usa di avere le mani libere su dotazione e schieramento delle varie tipologie di missili nucleari.

Riprenderà quindi la costruzione dei missili nucleari a corto e medio raggio e soprattutto verranno da parte americana nuovamente installati con base a terra e rampe di lancio terrestri sul teatro europeo oltre che quello asiatico. I paesi d’Europa dovranno tornare ad ospitare punti di lancio.

Punti di lancio a terra e non solo dall’aria o dal mare. I missili nucleari a corto e medio raggio lanciabili d aerei o sottomarini o navi di superficie non sono mai stati limitati dall’accordo che oggi salta. Ma riaprire all’installazione terrestre dei punti di lancio è scelta strategica e politica dirompente. Con la quale prima o poi, non molto poi, dovranno misurarsi tutti i nascenti sovranismi d’Europa. Quelli dell’ex Europa dell’Est di sicuro accoglieranno con favore rampe e missili sul loro territorio.

Che farà la Gran Bretagna di Brexit? E in Germania e in Francia cosa chiederanno i Verdi o i sovranisti di Afd o alla Le Pen?  E Salvini che si sente a casa a casa Putin che risponderà a Trump? E Di Maio e il ministro M5S Trenta e tutto il MoVimento che tutti insieme si sentono pacifisti?