Mondiali, disastro Francia, i giocatori: “Boiccottaggio allenamento, per solidarietà ad Anelka”

Pubblicato il 26 Giugno 2010 0:40 | Ultimo aggiornamento: 26 Giugno 2010 0:43

Thierry Henry

Thierry Henry, Patrice Evra e Eric Abidal, tre big della Nazionale francese, sono tornati  sull’eliminazione dei Bleus ai Mondiali, rimanendo evasivi sulle ragioni del disastro ma concordando sul fatto che quella di boicottare un allenamento per solidarietà verso Nicolas Anelka è stata una decisione unanime.

”Sia ben chiaro,è stata una decisione del gruppo”, ha detto a TF1 Evra, capitano della Francia a Sudafrica 2010, a proposito del rifiuto dei giocatori di allenarsi domenica scorsa. Più tardi, su Canal+, Henry, ex capitano dei Bleus e riserva ai Mondiali – ai quali ha fatto arrivare la Francia, a scapito dell’Irlanda, con un fallo di mano non visto dell’arbitro che ha propiziato il gol decisivo – ha ripetuto la stessa versione.

Alla domanda “chi ha deciso il boicottaggio?”, ha risposto: ”Il gruppo”. Stesso discorso da parte di Abidal al telegiornale di TF1: ”Abbiamo certamente deluso tutti i tifosi francesi, ma bisogna mantenere la solidarietà”. I tre hanno giustificato la decisione con la volontà di protestare contro l’espulsione di Anelka, che aveva insultato il ct Raymond Domenech nell’intervallo della partita contro il Messico (persa per 2-0).

Henry ha detto che le parole sparate in prima pagina da L’Equipe (”Va’ a farti fottere, brutto figlio di puttana”) non sono quelle pronunciate da Anelka. ”Penso che dovevamo mostrare il nostro appoggio a Nicolas, per il semplice fatto che le parole che sono uscite su L’Equipe non sono quelle che ha detto Nicolas”, ha spiegato. I tre hanno comunque ammesso che quello della squadra e’ stato un gesto ”inopportuno”. ”Ci siamo scusati”, ha dichiarato Patrice Evra, riconoscendo ”l’impatto sociale” che ha avuto.

”Eravamo in condizioni tali che qualche volta, per amore, si possono fare gesti inopportuni”, ha aggiunto il giocatore del Manchester United. Secondo Thierry Henry, ricevuto ieri all’Eliseo dal presidente Nicolas Sarkozy (‘è andata bene”, si è limitato a commentare), ”ora si può dire che è stato un errore”.

Quanto al fallimento della Francia, finalista a Berlino 2006, in Sudafrica, i tre hanno negato che vi siano stati dissapori o rivalità tra clan all’interno del gruppo. ”La prima ragione del fiasco è che non abbiamo giocato bene, non siamo stati all’altezza”, ha ammesso Henry, sostenendo, personalmente, di essersi sentito messi da parte.

Evra se l’è presa con Domenech per avergli proibito di andare lunedì in conferenza stampa, dove avrebbe voluto scusarsi per il boicottaggio. ‘È la prima volta nella mia vita che sono stato privato della libertà di espressione”, ha lamentato. I tre hanno concluso i loro interventi televisivi ribadendo l’attaccamento alla maglia dei Bleus.

”Contrariamente a quello che tutti i tifosi possono pensare, i 23 giocatori amano la Francia e la maglia”, ha detto Abidal. ”Saro’ sempre fiero di giocare per il mio Paese”, ha assicurato Evra; mentre Henry ha invitato la gente a non smettere di sostenere la Nazionale.