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Napoli: esce dal carcere e muore. I parenti devastano il pronto soccorso

pronto soccorsoE’ morto a 25 anni, un giorno dopo la sua uscita dal carcere. E I familiari accusano: ”Colpa della terapia che gli hanno cambiato durante i giorni di dentenzione”. Nella notte tra mercoledì 14 e giovedì 15 luglio,  in preda alla rabbia, hanno distrutto porte e suppellettili al pronto soccorso dell’ospedale Pellegrini di Napoli.

L’uomo era stato arrestato una decina di giorni fa accusato di scippo. Sposato con due figli, venditore ambulante di gelati, il giovane soffriva di ipertensione. Martedì, quando è uscito dal carcere, secondo i familiari,era ”pallido, provato, sofferente”.  ”Era innocente, e’ stato arrestato ingiustamente” hanno poi accusato i parenti della vittima.

La scorsa notte, mentre era a casa, l’uomo si sente male. Due suoi parenti si recano all’ospedale Pellegrini per chiedere l’intervento dell’ambulanza che pero’, raccontano, in quel momento non è disponibile. Decidono, cosi’, di portare a piedi il ragazzo, in braccio. Ma all’arrivo in ospedale, i sanitari decretano gia’ il decesso.

E’ stato allora che un folto gruppo di parenti, tutti dei Quartieri spagnoli, ha fatto irruzione nel pronto soccorso dell’ospedale: distrutte scrivanie, porte, finestre. Il tutto con un’accusa: ”E’ morto perché in carcere faceva troppo caldo e gli hanno cambiato terapia”.

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