“Nato game over”: attivisti dipinti di rosso sangue protestano a Lisbona

Pubblicato il 22 Novembre 2010 12:01 | Ultimo aggiornamento: 22 Novembre 2010 21:36

Dopo quello di Strasburgo l’anno scorso, non c’è stato il “sacco” di Lisbona che molti temevano: la grande manifestazione di protesta contro il vertice Nato si è tenuta, variopinta e fantasiosa, e soprattutto pacifica.

Un fatto quasi insolito rispetto a quella cheè ormai diventata una tradizione nei vertici internazionali più importanti e sensibili, spesso accompagnati da immagini di guerriglia urbana, ed è forse la prima notizia.

Il grande corteo variopinto, in un mare di bandiere rosse, bianche e arcobaleno, si è snodato nel pomeriggio di sabato nella molto simbolica Avenida da Libertade, fra Praca Marques de Pombal e il Rossio, nel cuore della capitale portoghese, per sempre legata alla Rivoluzione dei Garofani che nel 1974 ha riportato nel paese la democrazia. Secondo gli organizzatori, c’erano almeno 30mila persone. Certamente meno dei 100mila manifestanti annunciati da alcuni esponenti della coalizione internazionale anti-Nato nei giorni scorsi.

Ma la mano di ferro adottata dal governo portoghese, che ha “chiuso” le frontiere agli attivisti radicali stranieri, respingendone circa 200 e dissuadendone molti altri, e annunciato da tempo un dispositivo di sicurezza a tolleranza zero, oltre alla mancata mobilitazione di pacifisti e black block tedeschi, hanno ridotto la partecipazione estera.

Le tradizionali divisioni della sinistra portoghese, fra Partito comunista e Bloco de Esquerda, che non si sono messi d’accordo in tempo su una manifestazione unitaria, hanno fatto il resto. Tanti i giovani alternativi, e tanti anche gli anziani militanti nel corteo di Lisbona, i due volti della sinistra portoghese di oggi, dietro lo striscione ”Paz Sim, Nato Nao” (Pace Si, Nato No) che ha aperto il corteo. ”Il Patto di Varsavia è un fantasma, la Nato non ha più senso”, spiega Mario Nunes, capelli e baffi bianchi, anziano militante comunista. ”La gente non ne può più, qui c’è chi vive con 300 euro al mese, la Nato spende miliardi in armamenti” protesta Fernando, 70 anni, di Leiria, ex detenuto politico ai tempi del dittatore Salazar, che sfila sotto le bandiere del sindacato Cgtp.

Poco dietro c’è il gruppo multicolore dei Fronte Lesbiche, Gays, Bisessuali e Transessuali. ”Basta paranoia di sicurezza, la Nato inventa i cattivi per giustificare il nucleare e la guerra”, tuona Annabella, leader del movimento lesbico delle Pantere Rosa. In fondo al corteo, isolato senza riguardi dal resto dei manifestanti da diverse decine di agenti antisommossa, c’è un gruppo di un centinaio di giovani anarchici, alcuni vestiti di nero, altri truccati da pagliacci, che cantano e ballano al suono dei tamburi.

Con loro anche Ester Cauter, una signora minuta dai capelli bianchi, 80 anni, pacifista da sempre, arrivata da Dublino per chiedere l’abolizione della Nato. ”Siamo contenti, è stata una manifestazione pacifica”, si rallegra l’avvocato tedesco Rainer Braun, portavoce del coordinamento internazionale: ”Speriamo che la stampa lo dica”.

L’unico episodio degno di nota è stata la protesta di alcuni attivisti che , dipinti di rosso sangue e con uno striscione con su scritto “Nato game over”, hanno messo in scena questa singolare protesta fuori dal vertice: