Nobel al padre dei nati in provetta. Il Vaticano attacca: “Inaccettabile Edwards. A causa sua embrioni a morte”

Pubblicato il 4 Ottobre 2010 18:22 | Ultimo aggiornamento: 5 Ottobre 2010 13:39

Robert Edwards

Il Vaticano attacca la scelta di Robert Edwards, padre dei bimbi nati in provetta, per il Nobel per la medicina: Le parole sono del presidente della Pontificia Accademia per la Vita, mons. Ignacio Carrasco de Paula. Un elenco duro, il suo, contro il premio Nobel che sarebbe la causa del ”mercato degli ovociti”, degli embrioni abbandonati che ”finiranno per morire” ed anche dello ”stato confusionale della procreazione assistita” con ”figli nati da nonne o mamme in affitto”.

”Ritengo che la scelta di Robert Edwards sia completamente fuori luogo” e i ”motivi di perplessità non sono pochi”, dice de Paula.

”Innanzitutto senza Edwards non ci sarebbe il mercato degli ovociti con il relativo commercio di milioni di ovociti; secondo, senza Edwards non ci sarebbero in tutto il mondo un gran numero di congelatori pieni di embrioni che nel migliore dei casi sono in attesa di essere trasferiti negli uteri ma che più probabilmente finiranno per essere abbandonati o per morire e questo è un problema la cui responsabilità è neo-premio Nobel”.

Infine, sottolinea il presidente della Accademia per la Vita, ‘‘senza Edwards non ci sarebbe l’attuale stato confusionale della procreazione assistita con situazioni incomprensibili come figli nati da nonne o mamme in affitto”. Con la fecondazione in vitro, ”in conclusione direi che Edwards non ha in fondo risolto il problema dell’infertilità, che è un problema serio, né dal punto di vista patologico né epidemiologio. Insomma non è entrato nel problema, ha trovato una soluzione scavalcando il problema dell’infertilità”. ”Bisogna aspettare che la ricerca dia un’altra soluzione, anche piu’ economica e quindi più accessibile della fecondazione in vitro, che tra l’altro presenta costi ingenti”.

Grazie a Edwards a partire dal 1978, anno di nascita della prima bimba in provetta, sono venuti al mondo 4 milioni di neonati in vitro ed è stata segnata una svolta per la società, proprio per merito della tecnica messa a punto dal neo premio Nobel con il ginecologo Patrick Steptoe.

Così il fisiologo britannico, 85 anni, si è guadagnato il riconoscimento mondiale: ha battuto a sorpresa i favoriti Shinya Yamanaka, che ha ottenuto cellule staminali utilizzando del normale tessuto, i canadesi Ernest McCulloch e James Till (che negli anni Settanta identificarono le cellule staminali) e il pioniere britannico della clonazione, John Gurdon.