Nucleare, Frattini: “Iran ok per l’accordo con Turchia e Brasile ma non basta”

Pubblicato il 17 maggio 2010 18:16 | Ultimo aggiornamento: 17 maggio 2010 19:29

Franco Frattini

Sul fronte nucleare ci sono stati “passi in avanti” da parte dell’Iran ma la situazione non è ancora soddisfacente. Lo ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini commentando la dichiarazione firmata oggi dall’Iran con Turchia e Brasile che impegna il governo di Teheran ad arricchire parte del suo uranio all’estero.

Secondo il numero uno della Farnesina si tratta di un annuncio “positivo” che rappresenta un “passo in avanti”, ma che non risolve tutti i dubbi e lascia domande sulla natura pacifica del programma nucleare iraniano “ancora senza una risposta”.

Frattini ha parlato in margine al vertice Ue-America Latina dove partecipa anche il presidente del Brasile, Luiz Inacio Lula da Silva: “Il tentativo di Lula e del primo ministro turco sono certamente un passo in avanti, ma a mio avviso non sono risolti tutti i dubbi, le incertezze e le domande che avevano indotto la comunità internazionale ad andare verso le sanzioni al consiglio di sicurezza dell’Onu”.

“Non vi é chiarezza sul quantitativo dell’uranio da arricchire – ha sottolineato il ministro – ma soprattutto non vi è chiarezza sulla natura che noi vogliamo assolutamente pacifica dell’intero programma nucleare iraniano. Questo è il problema.

Per Frattini “l’annuncio è stato un annuncio positivo per il mondo intero, ma poche ore dopo abbiamo visto un portavoce del governo iraniano dire che l’uranio continuerà ad essere arricchito a Teheran in una grande quantità. Quindi non tutte le domande hanno avuto una risposta. Le domande, ad esempio, sulla natura pacifica dell’intero programma nucleare, non sono di quella piccola quantità che si dovrebbe arricchire fuori dall’Iran”.

Per quanto riguarda la possibile conseguenza della mediazione di Brasile e Turchia sul processo delle sanzioni, Frattini ha poi sottolineato: “Dobbiamo vedere in primo luogo, fermo il ruolo importante del Brasile e della Turchia (che sono membri, non permanenti, del consiglio di sicurezza dell’Onu) se conoscendo meglio i termini dell’accordo verrà meno un consenso. Si stava creando un consenso su una linea di sanzioni che non sono sanzioni per chiudere il negoziato, ma per aprire il negoziato con l’Iran, per indurre l’Iran ad una linea di pieno negoziato con la comunità internazionale, che è quello che vogliamo”.