Nucleare Iran, si tratta. Usa: Pronti a discutere anche domani

di Redazione Blitz
Pubblicato il 31 Marzo 2015 18:24 | Ultimo aggiornamento: 31 Marzo 2015 18:27
Nucleare Iran, si tratta. Usa: Pronti a discutere anche domani

Nucleare Iran, si tratta. Usa: Pronti a discutere anche domani

LOSANNA – Forse servirà un altro giorno. E visto che quel giorno in più potrebbe essere quello decisivo per arrivare all’intesa gli Stati Uniti si dicono pronti a concederlo. I negoziati tra l’Iran e i 5+1 potrebbero slittare a mercoledì 1 aprile, un giorno in più rispetto alla scadenza prevista. Silttamento, spiegano all’agenzia Ansa fonti americane che ci sarà “se utile” al raggiungimento di un accordo.

Al momento sul buon esito di una trattativa che sarebbe fondamentale per allontanare il rischio che l’Iran si doti di un’arma atomica filtra ottimismo da più parti. La posta in palio è altissima: l’Iran ha interesse a chiudere perché vedrebbe finire le sanzioni e tornerebbe di fatto interlocutore politico per l’occidente. Gli Usa e le altre potenze hanno tutto l’interesse ad allontanare lo spauracchio arma atomica. Solo Israele continua a dirsi contraria al negoziato, spinta dal timore

I sei punti fondamentali del possibile accordo tra potenze del 5+1 e Iran nella spiegazione di Paolo Valentino per il Corriere della Sera:

  1. Centrifughe: sono le strutture che depurano (arricchendolo) l’uranio. Se l’arricchimento è di grado basso l’uranio che ne esce viene usato per scopi pacifici (per esempio energetici), se l’arricchimento è elevato l’uranio è più puro e può essere usato per scopi militari. Attualmente l’Iran possiede 19mila centrifughe. La bozza dell’accordo prevede che quelle attive vengano ridotte a 6mila.
  2. Brackout time: è il tempo che servirebbe all’Iran per arricchire uranio sufficiente per una bomba atomica in caso Teheran decidesse di violare l’intesa. Per gli Stati Uniti questo lasso di tempo è di almeno un anno, ma un calcolo esatto è difficile.
  3. Stock di uranio arricchito (a basso grado) presente nel Paese: che farne? Teheran ha respinto l’idea, sostenuta dagli Stati Uniti, di trasferirlo in Russia. Una soluzione potrebbe essere mantenerlo in Iran ma diluendone il grado di purezza, in modo da renderlo completamente inutilizzabile per scopi militari.
  4. Fordow: è una centrale di ricerca e sviluppo iraniana sepolta in una montagna, in modo da essere invulnerabile ad un attacco militare. Gli Stati Uniti ne avevano chiesto lo smantellamento, ma alla fine Teheran potrebbe mantenerla per svolgervi attività di ricerca e sviluppo a scopi farmaceutici, sotto controllo internazionale.
  5. La durata dell’accordo: almeno 10 anni, anche se Washington chiedeva vent’anni.
  6. La fine delle sanzioni: dovrebbe arrivare con l’applicazione dell’intesa. Solo che la Russia non vuole che vengano ristabilite automaticamente in caso di violazione dell’accordo.