Nucleare in Russia, Medvedev raddoppia i reattori

Pubblicato il 24 Marzo 2011 16:47 | Ultimo aggiornamento: 24 Marzo 2011 17:05

La centrale nucleare di Chernobyl

MOSCA – Paese ricco di gas e petrolio, Mosca continua a scommettere sul nucleare nonostante la tragedia giapponese di Fukushima, anche se oggi il presidente Dmitri Medvedev ha chiesto norme più severe a livello internazionale per le zone sismiche.

Entro il 2025 la Russia vuole realizzare 26 nuovi reattori nucleari, di cui 9 già in costruzione, compresa una centrale galleggiante, aumentando la produzione di energia elettrica dal 16% al 25%.

Ma nel frattempo le sue dieci centrali atomiche, di cui sette vicine al confine con Ucraina, Bielorussia e paesi baltici, continuano a funzionare con una trentina di reattori in gran parte dell’epoca sovietica, il più vecchio dei quali risale al 1971. Con il ”rischio di nuove Chernobyl”, sostiene da tempo lo scienziato Alexei Iablokov, tra i più autorevoli ecologisti russi.

Anche alcune associazioni ambientaliste hanno lanciato l’allarme, all’indomani dell’incidente giapponese. Secondo Ecozashita (Eco-difesa), che il 23marzo ha picchettato la sede di Rosatom, l’agenzia russa per l’energia atomica, sono obsoleti ben 22 dei 32 reattori in attività.

L’associazione Belona riduce il numero dei reattori a rischio a 14, ma si tratta pur sempre della metà di quelli esistenti: quello più vecchio e quindi pericoloso, sostiene, è stato attivato 40 anni fa nella centrale di Novo-Voroneskaia, nella Russia europea sud occidentale.

Contattata dall’ANSA, Rosatom, che costruisce centrali in mezzo mondo, spiega di non poter commentare al telefono e rimanda al sito istituzionale contenente tutte le informazioni sulle centrali russe, (www.rosenergoatom.ru), compresa la mappa della loro dislocazione. C’è anche un grafico con la dinamica degli incidenti dal 1992 al 2006, dal quale emerge una riduzione del numero degli incidenti ”significativi per la sicurezza”, dai 32 del 1992 allo zero degli ultimi tre anni, dove però il numero degli ”altri incidenti” non meglio precisati resta intorno ai 40.

Oggi Medvedev ha spezzato una lancia a favore della costruzione di ”nuovi reattori con il massimo livello di sicurezza piuttosto che estendere l’attività di quelli esistenti” e ha proposto norme internazionali che proibiscano la costruzione di centrali atomiche in zone a rischio sismico, come ha fatto la Russia, dove la soglia è fissata alla magnitudo 8 della scala Richter.

Vladimir Sliviak, responsabile di Ecozashita, obietta: ”La sicurezza ad alto livello è un falso mito. In Russia è possibile un disastro analogo a quello giapponese anche senza terremoto, in seguito a qualche errore umano in centrali ormai vetuste o a qualche sciagura naturale”, come gli incendi che la scorsa estate lambirono alcune centrali. ”Anziché mettere fuori uso i vecchi reattori, prolungano la loro vita per altri 15 anni aumentando i rischi”, ammonisce Sliviak. ”Quelli che più preoccupano – spiega – sono i reattori di tipo Chernobyl (rbmk-1000), senza involucro di protezione in cemento armato. In Russia ce ne sono undici, in tre centrali: Kursk, Smolensk e nella regione di Leningrado”

Basso, a suo avviso, il livello di sicurezza anche in reattori di tipo vver-440 della prima generazione: ce ne sono almeno 2 nella centrale di Kola, nella omonima penisola nel nord del Paese, e a Novo-Voroneskaia. Gli impianti più pericolosi, con reattori meno sicuri di quelli di Fukushima-1, secondo Sliviak, restano quelli di Kola, Smolensk, Novo-Voroneskaia, Kursk e Leningrado. Più sicuro appare quello di Kalinin, nella regione di Tver, a soli 330 km a nord di Mosca, che con i suoi 15 milioni di abitanti è la capitale più popolata d’Europa.

”Nessuna manutenzione trasforma un’auto vecchia in una nuova: siamo entrati in un periodo molto più allarmante di 15-20 anni fa”, osserva Iablokov, puntando il dito anche sulle future centrali atomiche galleggianti russe: ”Una minaccia agli oceani e un regalo irresponsabile ai terroristi”.

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