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Nuova Zelanda, il premier John Key lascia la politica: “Scelgo la famiglia”

Nuova Zelanda, il premier John Key lascia la politica: "Scelgo la famiglia"

Nuova Zelanda, il premier John Key lascia la politica: “Scelgo la famiglia”

WELLINGTON – Lasciare la politica per stare con la propria famiglia. Quando a sceglierlo è un uomo sorprende. Se poi quell’uomo è un primo ministro stupisce ancora di più. E in effetti la decisione di John Key, premier della Nuova Zelanda, ha colto di sorpresa i maggiori osservatori della politica. Anche perché Key lascia dopo 8 anni al potere e con un consenso popolare ai massimi storici.

Per uno strano caso del destino la notizia è stata annunciata dalle agenzie nelle prime ore del mattino in Asia, simultaneamente all’uscita di scena del presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi. Il proposito del premier conservatore neozelandese, tuttavia, non scaturisce dall’esito non contemplato di un referendum, né si rivela il verdetto dell’ennesimo sondaggio erroneamente anticipato.

Malgrado l‘enorme popolarità goduta in patria, Key ha citato ragioni familiari dietro le proprie motivazioni di lasciare la politica e non ricandidarsi per un altro mandato: “Ho dato tutto quello che avevo per un lavoro del quale ho sempre avuto la massima considerazione, per un Paese che amo – ha spiegato Key nella conferenza televisiva – Tutti questi sforzi purtroppo hanno rappresentato un sacrificio per le persone a me più care, la mia famiglia. E’ giunta l’ora di trascorrere più tempo a casa”.

Ex dirigente della banca d’affari Merrill Lynch, Key, 55 anni, era stato eletto nel 2008, lo stesso anno del presidente americano Barack Obama. Nel corso della crisi economica globale era riuscito a portare il Paese fuori dalla recessione economica, fronteggiando la tragedia del terremoto distruttivo che ha colpito Christchurch all’inizio del 2011.

Il Paese agli antipodi con l’Italia, popolato da 4,7 milioni di persone, ha un Pil che cresce del 3,6% su base annua e si conferma periodicamente ai vertici mondiali in termini di competitività e qualità della vita nelle graduatorie dei principali istituti di ricerca.

Key ha espresso la volontà di passare il testimone all’attuale ministro dell’Economia e vice premier Bill English, con l’avvicendamento previsto a metà dicembre durante la riunione del Partito Nazionale. Malgrado il consenso nazionale per i conservatori sia di poco superiore al 50%, da quando la legge del 1996 ha introdotto il sistema misto proporzionale nessun partito in Nuova Zelanda ha vinto le elezioni senza l’appoggio di altre fazioni minoritarie.

Il premier designato English, già ex premier del partito di centro destra e sconfitto alle elezioni del 2002, ha detto che si riserva il diritto di decidere in tempi brevi per garantire la stabilità e una transizione senza intoppi. Dopo 10 anni alla guida del Partito Nazionale il tempismo di Key è stato giudicato esemplare da molti esperti per il modo in cui riuscirà a salvaguardare la sua eredità politica e per la visione di insieme del partito. Lo schieramento degli elettori alle prossime designazioni politiche del 2017, tuttavia, rimangono tutt’altro che scontate.

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